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se, e nella sua midolla le più solide, e dense, forma una Massainteriore sola, ed intiera per tutto il lunghissimo corso, che hafatto, come si vede nelle Lave , che furono precedenti a questa,ed espelle, e conglomera nella superficie sua le più spolverate, espugnose, quali urtandosi fra di se nel continuo , ed irregolarecommovimento , ed agruppamento del Tutto , vengono a sepa-rarsi le une dalle altre, e ad accoppiarsi ognuna a quelle dellasua specie, per l’instinto spiegato di sopra, che consiste nel!' u-guaglianza del peso, e del moto. In questa guisa accozzandosi ,ed invischiandosi insieme mercé quella glutine bituminosa, dicui sono vestite, s’incorporano fra di loro,e s’incrostano per laimpressione dell’ Aria, che le comprime , indi raffreddate , sispezzano divise in saffi di differenti ammassi, come dissi quisopra.
La parte più sottile, e più sciolta della suddetta materiatrattenuta dalla lentezza della"più pesante, che procedeva appo-co appoco, non potendo esercitare più spedito il moto dellamaggiore sua fluidità, diramava per i fianchi • e dopo breve tor-tuoso cammino,oriunivasi al Torrente infocato, d’onde era usci-ta, o precipitava in qualche declività, ed ivi si arrestava impo-tente a progredire per la mancanza di nuova sostanza, che larinforzaste, e spingeste più oltre. Provai d’immergere in quest’ignei Ruscelli la mia asta,e, vi s’internò più di un palmo. Nell’introdurvi!! uscì fuori dal foro una lucentissima fiamma,accom-pagnata da un soffio veemente di ventole fu da me creduta de-rivare dall’accensione del legno . Lo ritirai, e ricercatolo conun epitelio, ravvisai, che la sola corteccia erasi abbruciata, ri-manendo intatta la parte interiore. Replicai più volte la prova,e replicossi sempre l’effetto . Osservai di più, che ritirato il le-gno, .rimaneva per qualche spazio di tempo aperto il foro fatto-vi, rovente al di fuori, e divampante al di dentro, e da questaostervazione potevasi desumere la facilità, con cui incrostavasi soogni sua parte esteriore il glutinoso corpo per qualunque impres-sione dell’Aria, eh’esercita quest’attività non tanto per la natu-rale sua forza ; quanto per l’indole, e proprietà del corpo su cuiagisce. Da questo accidentale esperimento ho creduto di p? tercongetturare senza esitanza veruha , che quell’acuto potentiisi^Pfuoco, quale dentro le viscere desta Terra strugge i salsi, e ‘ l ,'queîà i metalli, incorporato ad essi,seco li strascina, ed apertasila strada pel seno crepato del Monte, se n’esce rapido, e quasi
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