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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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cora vi fosse caduta in gran copia , quella mattina medesimafarebbe stata subito consunta dal!eccessivo interno ardore, ba-stante ad asciugare un fiume . Il fumo istesso di tutto quelCratere aveva impressa sopra la mia cute , e nei vestimentiuna salsezza così potente, ed acuta,che non potevo soffrire diavvicinarmi le mani alla bocca, di toccarmi le labbra conla lingua, e tale salsezza si mantenne sopra di me per più ditre ore, dopo le quali andò svanendo appoco appoco consuma-ta forse dair umidità dellaria ambiente . Di tale umidità , edi tale spirito,o sia vapore di salsedine pensi ognuno,ciò chevuole, e Voi giudicate ciò,che vi piace. Io rispetterò le sen-tenze altrui, ma non mi arrischierò a proferire la mia, giac-ché sussunto mio è di narrarvi istericamente ciò, che ho ve-duto, non già di decidere sopra ciò , che non ho veduto , eche vedere non si può,entro i profondi abissi della Terra.

, Il fumo, che oppresso dalla furia del vento dominante sul-lorificio del Monte, ricadeva aggruppato al fondo, non meno,che quello, ehesalava sotto, togliendomi la vista, ed il re-spiro, mi stimolavano al ritiro: ma limpulso della mia cu-riosità , e la mira di appagare la vostra aspettazione con il rap-porto di ogni più minuta circostanza , mi resero superiore âqualunque disagio; frattanto scorgendo in distanza di pochi pastialzarsi intorno di tratto in tratto dal piano sbruffi impetuosi difumo conglobato , e misto ad alcune lucidissime fiamme simi-glianti a quella, che produce lo zolfo, mincamminai a quellaparte per osservarne lorigine. Scortato dalle mie guide in mez-zo a quel bujo cavernoso arrivai al divisato sito , e ritrovaisole crepature del suolo, che nellaprirsi faceano tali veemen-ti evaporazioni, e poscia si riunivano rimarginate. Tutto quelsuolo era pieno di simili spaccature fumanti larghe uno, e duepiedi, quali andavano formandosi continuamente, e sotto lavista or quà, or, or lontano, or vicino a me, sopra quel!instabile piano. Procurai dindagarne con locchio la profondi- , ma non fu possibile di distinguerla a causa delle tortuosi- loro, e del fumo, che incessantemente ne usciva. Di si ue 'ste steste crepature erano contornimi i rialti, de quali eran^cocenti i saffi, e tra gli spiragli loro vedevasi nero sunto , vqualche serpeggiamento dinterno fuoco . Quindi compresi, cil sotterraneo incendio ardeva molto vicino alia crosta dito quel fondo, quale si apriva per furto immediato di

io,