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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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( DXXVII )

Tutto il tempo, in cui ha corso la Lava,sarebbe Io spa-rlo dotto mesi, e mezzo, cioè . Dal primo di Luglio fino al 3.Dicembre dellanno 1754. ha scorso dentro il Cratere, enella Piattaforma della Montagna : dal 3. Dicembre prossimopassato ha scorso esteriormente, e nei Territori coltivati, e bo-cosi , e sulle Lave vecchie fino al 17. di Marzo di queffanno 1735* che sarebbero in tutto centoquattro giorni.

Nel tempo, che era per cessare questa Eruzione , e cheerano per porsi in quiete tutti que rivolgimenti interni, che sifacevano nelle viscere della Montagna ; cioè ai 9. di questocorrente Mese di Marzo, ha il Mongibello o sia lEtna in Si-cilia fatto anch essa le lue terribili Eruttazioni. Imperciocché aore 18. di detto giorno si videro in un tratto alzarsi impetuosefiamme fuori della bocca di detto Monte, e tale e tanto fumodissiparsi pellaria , che ad ore 22. del suddetto era tutto quan-to il Cielo coperto di nere, e dense caligini ; di modo tale, chepareva, che si fosse accelerata la notte. A ore 24. incominciòUna pioggia di piccole pietre, ma spessa, e continua, estèndo lagrossezza di ciascheduna in circa a tre once. Questa dura gran-dine scaricò intorno a tutto il Mongibello, arrivando allaCittà di Mascari, e Territori vicini, e Campagne subiacenti,ponendo in gran costernazione, e paura tutta quella gente ; ca-gionando per altro più timore, che danno. Durò questa piog-gia più dun ora, con gran sbigottimento, e clamore di quepo-Poli, poco avvezzi a vedere simili Fenomeni, ricoprendosi piùmai laria di tenebre , e di orrore . A un ora e mezzojjì notte,celiata la grandine di pietre, incominciò una pioggiabarena di color nero; e minuta,come quella del Mare,econ-t'uuò tutta la notte fino al far del giorno.

Il io. dopo due ore di Sole, dalle falde del Montecaturirono grandissime copie dacque; di modochè sembrava il^rio, e la ragunata delle medesime un fiero torrente , o uaRecipi to so fiume. Queste acque fi sparsero per le scoscese bal-1 ? del Monte , e in poco tempo resero piane , e carrozza-j 1 * 1 quelle vie scabrose , ed inaccessibili. Erano mescolate col-uiedesime, molte arene, e queste appianarono la tortuosa, edj uberante Montagna , e la resero spaziosa e liscia . Fu fattaj-Prova dello stato e sapore dellacqua , e la trovarono piùjy» 0 bollente, che calda; e non meno salata, che quella del

,are * Si opinò per tanto da alcuni, che dal Mare ella deri-

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