( DXXIX )
Inverso la fine di questo mese , essendosi voluto (are unagita alla cima della Montagna , per vedere in che stato il ri-trovava la nuova Montagnuola ; si è veduta questa tutta subis-sata, e parte sprofondata nella voragine , e parte ammontatasul Cratere ; e que’ pizzi, i quali presentemente spuntano fuo-ri dagli orli deli’antico Cratere, e che anche da Napoli si ve-dono uscire di sopra alla cima del medesimo Cratere, come tantimonticelli suzzi, sono alcuni residui della spaccata Montagliuo-la , che ancora stanno in piedi , e non son rovinati, come ilrestante ; o almeno non sono ricoperti dalle pietre,e lapilli,ed arene, che in gran copia furono negli ultimi giorni del me-se di Gennajo , e sù primi giorni di Febbrajo ejuttate dallabocca della Montagnuola,diffondendosi per la Piattaforma, edempiendola in maniera, che dove prima per iscendervi dali’oriodel Cratere fino al piano della medesima vi erano izz. palmie once 2. di calata , non arriverà ora ad esservene quattordici,o quindici.Che però quantunque la Carta del Signor D. Giu-seppe Aguirre , fatta nel mese di Luglio dell’ anno scorso, nelsoccasione della creazione della Montagnuola sia creduto da al-cuni , che non serva più ; ella è anzi ora più stimabile : per-ché con essa alla mano vediamo disfatta in un momento unamole, che con tanto artificio aveva in sì lungo tempo fabbri-cato la Natura, a forza di fuoco , capace di fare anche molimaggiori, quando le venga voglia di prendersi questo spasso.
Hanno parimente osservato i Medici, che in tempo diquesta Eruzione sono seguite diverse malattie, e mortalità ; estanno notato, che sono state cagionate dai sali , e particelle«nsseniche, che si sono sparse peli’aria, e Phanno in una certamaniera avvelenata: mentre le malattie sono state di angine,di apoplesie, d’infiammazioni, e di costipazioni. e d’enfiamentidi glandule , essendo fra gli altri casi avvenutone uno moltoNotabile,che un Paesano; avendo acceso la pipa di tabacco conpezzettino di Lava, che pose dentro la pipa , e avendolostimato; gli si enfiò quasi subito la gola , e nei breve tempodi sette ore tutto enfiato se ne morì : il Signor Don Andrea■ S: ' 0 ntoli ì il quale venne meco il dì 19. delio scortò Dicembre,£ 0rr >e ho notato in detto mese; appena tornato in Napoli, gli\ etl fiò la gola terribilmente , e fu a pericolo di lasciarci lalta; il Signor de Bleso Architetto, il quale trovai alla Mon-îa S tla il dì 2.Gennaio del corrente anno, la sera rimasto au
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