DI L. SPALLANZANI XXV
fuori cosa alcuna della quale non avesse inpronto una ragione non solamente probabile ,ma ben anche certa, così per non parere diaverla poi abbandonata da pigro e codardo,chiedeva che fossegli perdonato se talvoltausava un cotal modo di dire troppo forte eveemente contro i suoi detrattori. Se poi trat-tavasi di cose che avesser mestieri di esserevieppiù confermate, invitava i fisici più dili-genti e più dotti a rinnovare gli sperimenti :di che avrai prova principalmente in quelloche propose intorno ad un certo speciale edincognito senso de’ pipistrelli, pel quale an-corché siano privi degli occhi, sanno evitare,volando, per fino i più piccioli corpi che in-contrano. V’ha poi molte altre Opere, partestampate e parte inedite, dove l’industria delloSpallanzani molto si adoperò in utili investiga-zioni , e delle quali non abbiam fatta menzio-ne , perché ci fosse lecito di lodare, direnicosì, con più ampiezza quelle cose dalle qualipare che le fisiche discipline ricevessero nonpoco ampliamento. Negli ultimi anni poi disua vita , essendo tutto intento ad investigarequali sostanze emanassero nell’ aere dalla re-spirazione degli animali e dalla vegetazionedelle piante , sperava di potere somministrareai medici ( i quali anche dopo avere appresii precetti dell’ arte, non possono senza 1’ usoe l’esperienza conseguir cosa alcuna che me-riti molta lode ) alcune notizie utilissime, e perla loro novità gratissime, dalle quali fosse iordato di conoscere facilmente quello che puòcontribuire a conservare, accrescere o dimi-