CAPITOLO IL 65
dì ferro, altri cristallizzati incubi, altri in glo-belti, altri amorfi. Al primo appressarvi la fiammadel tubo ferruminatorio, cominciano a perdereil color giallo, che ben presto con la loro di-struzione si toglie affatto, lasciando intantosentire un odore leggermente sulfureo.
Cotesto prodotto è una lava a base di pie-tra di corno, in parte decomposto, poco pe-sante , friabile, granelloso e di color cenerino.
II. Più numerosi sono i piccioli sulfuri diferro ini questa seconda lava, per le sue qua-lità molto analoga alla già descritta, fuori l’es-sere meno decomposta e meno friabile.
III. Due sono le apparenti fatte di questalava. La porzione esteriore è bianchissima, etalmente decomposta che ad ogni picciol urtosi polverizza, e si trovano in lei alcuni degliesterni caratteri dell’ argilla ordinaria. Difatti siattacca tenacemente al labbro interiore, è pa-stosa al tatto, e lo diviene di più leggermentebagnandola. Avidamente e con una specie difischio assorbe 1’ acqua ; maneggiata però nonè riducibile ad una lubrica pasta, siccome èproprio dell’argilla. Ma la porzione intcrioredi questa lava, oltre l’avere il color bigio, ètre in quattro volte più pesante, e per la com-pattezza e per la grana si accosta alla speciedel carbonato calcare, chiamata l. calcareusac.quabilis ; quantunque però non ne abbia chel’apparenza, non riducendosi in calce al fuoco,nè sciogliendosi dagli acidi. Qui il solfuro del(erro, che non è a cubi nè a globetti, ma asottili laminetle, è sparso in tutta la sua so-stanza, ma in ispezieltà in certi seni dove la
Spallanzani , Voi. I. 5