CAPITOLO II. 79
dai suddetti acidi, clic sono pure que’ dessiche sì abbondantemente lo producono nel senodella Solfatara.
Ma quale potrà essere l’origine di cotestivapori sulfurei, lenti struggitori delle lave , chein forma di bianchi fumi , cocentissimi al tatto,da più fessure della Solfatara del continuo neesalano ? Non saprei pensare a più ragionevolprincipio, che ai solfuri del ferro, che a doviziasparsi nel fondo del Vulcano si scomponesseroper l’accostamento dell’acque sotterranee, elentamente si accendessero, producendo in talguisa que’ fumi sulfurei caldissimi che fannotestimonianza troppo palese non esser quivi lesotterranee accensioni del tutto spente. E laroniorosa effervescenza che sotto al piano dellaSolfatara in più d’un luogo si sente, sembraindizio quasi sicuro dell’intestino scomponi-mento di colali solfuri.
I fuinajuoli della Solfatara , per affermazionedel Padre della Torre (*), di notte tempo fiam-meggiano. Ninno poteva essere più al caso diaccertarsene che l’abbate Breislak, per aver lìpresso il suo albergo ; il quale però da me do-mandatone, mi attestò di non avere mai ve-duto somigliante fenomeno. Essere tuttavia po-trebbe che dal tempo che vennero osservatida quel Fisico in poi, sofferto abbiano qual-che cangiamento.
Scarsissimi e quasi insensibili sono i fumiche escon dal suolo de’ Pisciarelli } quantun-que una volta esser dovessero numerosi e forti,