1 1 6 VIAGGI ALLE DUE SICILIE
e presentali quel lucido cangiante che suoleandare indiviso dai feldspati. Il fuoco adunquenon mostra di avere niente potuto contro diessi , non ostante che convertito abbia la basein pomice, che è quanto dire in una veracevetrificazione.
In faccia a Procida , e poco distante da leisporge dal mare un breve ed umile scoglio,in adietro sol noto a’ pescatori, denominatoScoglietto delle Pietre Arse, perchè effettiva-mente è un miscuglio di pomici , di smalti, riilave. 11 primo tra 1 Fisici che lo ha scoperto,è stato l’abbate Prcislak, il quale se non ri-cusò d 1 essermi compagno agli altri Campi Fle-grei, provò la maggior compiacenza di con-durmi a questo scoglio , siccome a luogo disua appartenenza. La dimora di due ore fat-tavi sopra fu per me fruttuosa. La sua eleva-zione rial pelo dell’acqua è di pochi piedi: eperò ne’ tempi burrascosi dee necessariamenterestarne tutto coperto. Ricercandolo attornocon la barca , si vede essere le sole punte delloscoglio che risaltati dal mare, e che le piartilaterali vi si nascondono rientro. Quindi è piùche credibile che una volta fosse grandementepiù esteso, e che dall’urto de’ fiotti sia statomassimamente demolito.
Le pietre di questo scoglio sono principal-mente di due qualità. Primo, una lava a basedi roccia cornea , leggiera, grigio-nericcia , digrana terrosa e disegnale , e che quasi nullasotto l’acciajo scintilla. Secondo, una lava abase di sorlo in massa , là quale è andata sog-getta a diversi cangiamenti e modificazioni,