23 3 VIAGGI ALLE DUE SICILIE
sotto un cocentissimo sole , quale si facevaallora sentire in quell’ umile luogo , riarsi e disudore grondanti pel sopraccarico di capacivasi di terra su le spalle o sul capo, e peldisastroso viaggio di dieci miglia , per arrivarea quella fonte di acqua. E appena che questada lungi vedevano, raccolto il poco di lenache lor rimaneva , affrettavano gli stanchi pas-si, e giuntivi sopra, la bevevano a gran sor-si , senza per qualche tempo staccarne le labbra.Ma la compassione in me si accrebbe all’udireda essi che ogni di condannati erano a sì pe-noso travaglio , che è quanto dire per l’intierocorso della giornata, faticando dal nascentesole fino al meriggio per condursi dal nativopaese a quella fontana, e dal meriggio fino anotte bruna per restituirsi a’ loro abituri, econsolare con tal refrigerio le assetate lor fa-miglinole. Nel mentre ch’io m’inteneriva su que-sto racconto , uno fra loro, che era un gar-zoncello di tredici anni , volendo trarsi dallespalle il vaso e riporlo su la terra, gli scappò,non so come di mano, e nella caduta s’in-franse. È ben difficile di’io con parole sapessiesprìmere l’improvvisa costernazione, le sma-nie e il dolore clic lo trafisse, accompagnatoda calde lagrime e da voci interrotte, espri-menti la sua sventura, e le triste conseguenzeche per lui stesso temeva per la impossibilitàdi confortare i parenti con l’aspettato ristoro.Ma tampoco non saprei divisare la contentezzac il giubilo in lui nato, e ( il vìvo sentimentodi gratitudine verso di me , per aver potuto,con tenue moneta ch’io gli donai , provvedersi