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Tomo I.
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CAPITOLO X.

ro. Mi aggiunser poi le due guide, che que-sto però era caso mollo rarissimo, e che quandosuccedeva, non avea mai lunga durata. Pertai discorsi, e per altri che meco tenner dap-poi, mi avvidi che que due isolani conosce-vano meglio di qualunque altro gli arcani diquesto singolare vulcano, e quel cenno di spie-gazione parvenu molto sensato. Non credereipotersi mettere in dubbio clic quelle bolle clicsi creano nella liquida lava, e che indi scop-piano, sieno generate da un fluido elastico ,ivi raccolto e imprigionatoj ma egli per lafortissima azione del fuoco dilatando potente-mente le molle sue, dallimpaccio della te-nace liquefatta lava potendo di leggieri stri-garsi , urterà violentemente la medesima, esopra il cratere la lancerà, non senza detona-zione: quindi le grandinate più o meno co-piose, più o meno alte, in proporzione delmaggiore o minore ammassamento e vigore dicotal fluido ; spogliandosi del quale in ognidetonazione le parti superiori della lava, que-ste si abbasseranno, siccome poi tornerannoad elevarsi, per lingresso di novella copia dilui 5 ed inesausta supponendo la miniera dicotal fluido imprigionato nella liquida lava,intendiamo agevolmente come indeficienti nesiano le grandinate. Che se per soverchia te-nacità della lava, o per poca liquidità, o peraltra ascosa cagione, scoppiare egli non possa,ed aprirsi il varco dentro al cratere, correràper sotterranei comunicanti canali alla voltadegli spiragli, che considerar possiamo a guisadi sfiatatoj, di dove romoreggiando eseirà, eSpallanzani, Voi. I. 18