Quartieri di Napoli —Quartiere Montecalvario 61
casa della Cava nel i 584 - Esso non era ancora compito neli 656 quando, essendovi in Napoli la peste , uh prete spacciò,che Suor Orsola prima di morire aveva profetizzato , che lasua fabbrica sarebbe stata terminata tra le maggiori calamitàdella città, e tutti accorsero a tale voce. Lo stesso viceré contedi Castrillo volle scavare dodici Corbelli di terra nel farsi le fon-damenta. Siffatto concorso , che cominciò alla metà di giu-gno , accrebbe senza fine le calamità pubbliche , poiché estesela pestilenza a tutl’ i quartieri della città, la quale nel corsodella state venne mezzo sterminata. Fu di necessità sospenderetm’opera così fatale , ed indi nel 1667 fu terminata a spesedel Governo. Questo monastero ne rinchiude dentro di se unaltro detto delle Eremile, eh’è uno de’più austeri del mondo.Quelle che vi entrano restano separate intieramente da tutt’ iviventi. La chiesa dell’ eremite non ha che un altare , ed èmantenuta sul gusto de’cappuccini. L’altra chiesa superioredelle monache, che fu la prima ad essere edificata , è ricca dimarmi e di stucchi dorati. Le monache proveggono del neces-sario l’eremite.
Andando verso il Petrajo si trova la chiesa di S. Nic-colo, da Tolentino. Un divoto consigliere per nome ScipionedeCurtis, possedendo un palazzo con giardino in questo a-•nenissimo luogo ne fece dono agli Agostiniani scalzi per far-ne un convento pe’loro infermi : ma essi ne fecero il loro no-viziato nel 1 63 r. 11 convento fu soppresso, e negli ultimianni è stato dato a’ Certosini , che hanno ricuperato ancoraquello di S. Martino.
Sullo stesso elevato livello è posta la chiesa di S. Luciadel Monte de’ frali francescani detti Alcantarini. La chiesa fuAndata nel 1007 , ma da prima fu servita da religiosi di di-v crsa specie. I Napolitani hanno molta divozione po' presenti,1 quali la meritano.
Piu oltre vedesi la chiesa di .V. Maria de sette dolori.