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I dieci libri dell'architettura di ... Vitruvio / tradotti & commentati da Daniel Barbaro
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Proemio.

r prudentemente,& utilmente deliberarono i noſtri maggiori di laſciar

a i poſteri per relatione de Commentari i penſieri de gli animi loro, ac-

cioche non periſſero: ma in ogni eta ereſcendo,& in luce mandati con

i uolumiĩ a poco a poco con la uecchieaza perueniſſero alla ſomma ſotti-

gliezza delle dotrine. Et però non di poche, ma d infinite gratie a quel-

ao 3 li tenuti ſiamo, che non hanno con inuidia uoluto tacere, ma hanuo pro-dan baue eritti mandar a memoria ogni maniera di ſentimento: perche ſe coſi fattodi doiz ero; noi non haueremmo potuto ſapere, che coſe ſtate fuſſero fatte nella cittàFoo e quale opinione Thalete, Democrito, Anaxagora, Xenofonte,& gli altrilaueſl. aturali haueſſero hauuto della natura delle coſe;& qual deliberatione della uitaAlti 05 gli huomini laſciato Socrate, Platone, Ariſtotile, Zenone, Epicuro& gliale At: ouero qual cofa,& con cheragione Creſo, Aleſſandro, Dario& glider la 8 der haueſſero, leĩ maggiori noſtri con gli amaeſtramenti alla memoria di tutti:Fiel erità non! haueſſero leriuendo inalzate. Et però li come a queſti ſi deus 12 5üer n per lo contrario deono eſſer biaſimati coloro, i quali furando gli ane crix-de, m 0 gli uanno publicando,& non ſi sforzano con i propi loro penſamenti di ctiue-na oon inuidioſi coſtumi laltrui opere uiolando ſi uantano,& pero non ſolamenteono g di riprenſione, ma(perche hanno menato la lor uita con empi coſtumi 0 eſſerdice: caltigati Et però queſte coſe eſſere ſtate uendicate curioſamente da gli antichi lilie 8 i celiti de i quali ne i giudicij come fuſſero, non penſo chis ſia fuori di propoſito el-ö 1 ſono ſtati laſciati. JRe Attalici indotti dalla dolcezaa di ſapere leTitta qi 8 ecoſe, hauendo a commun diletto fatto una bella,& egregia libraria nellaminore; ergamo, Ptolomeo d'ardente zelo di deſiderio incitato a quel tempo con nonfate. 8 ſi forzò di farne una in Aleſſandria medeſimamente:& hauendo ciòcreſce 1 omma dilgenza, non pensò che queſto fuſſe aſſai ſe egli non haueſſe cercato dicome a. con nuoue ſemenze,& però conſacrò i giuochi alle Muſe,& ad Apollo,&di eller sli Athleti, coſi ai uincitori de ĩ communi ſcrittori ordinò premiq& ampi modichi onorati. Poi che queſte coſe furono ordinate,& eſſondo il tempo da fare i giuo-

N Re oueua eleggere i giudici litterati cho quelli doueſſero approuate.

lie onſi auendone gia fatto,& eletto ſei,& non potendo coſi preſto ritrouare il ſetima:wrolczlie con quelli, che erano ſopraſtanti alla libraria,& dimando loro ſe haueſſeroN. 0 uto alcuno, che fuſſe atto a: queſto giud icio. D Knil 8 che era un certo detto Ariſtofane, ilquale con grande ſtudio,& con ſommaque e ogni giorno per ordine compiutamente tutti que libri leggeua. Eſſendo adun-re ridotto de i giuochi partite le ſedi ſecretamente di coloro, che haueuano a giu-it chiamato Ariſtofane con gli altri, in quel luogo, che gli fu conſegnato ſi poſe.Dopul utto fu prima Pordine de poeti al contraſto, e recitandoſi gli ſcritti loro tutto ilUnd cenni addimandaua quello, che que giudici approuaſſetro. Eſſendo adunque

ate da ogn uno le oppinioni, ſei concorſero in una ſentenza iſteſſa,& quello, cheS haueuano