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fson stanno Paste a quattro colpi salde,
E mancan nel riiror di quella pugna.
Di qua e di là fi fan Pire più calde ;
Nè da ferir lor resta altro che pugaa.sde,Schiodano piastre,e straccia maglie,e fal-Pur che la man, dotte staggiasti giugna .Non destrieri alcun,perche più vaglia >Martel più grane, opiù dura tenaglia.8s
Come può il Saracin ritrodar sestoDt finir con fstonore il fiero inulto ?Pazzia farebbe il perder tepo in questo,Che noce al tètitot più chsol ferito.Andò a le strette Pvno e l’altro ; prestoIl Rè Pagano Orlando hebbe ghermito,Lo stringe al petto, e crede far le prone ,Che sopra Anteo fè già i!figliuol di Gic-
86 sueLo piglia con molto impeto a traverso,
Quando lo spinge , quando a se lo tira :Et è ne la gran colera sì immerso.Ch’oue resti la briglia, poco miraSta in se raccolto Orlando, e ne và versoIl suo vantaggio, e a la vittoria aspira.
Li pon la cauta man sopra le cigliaDel cavallo > e cader ne sa la briglia -
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Il Saracino ogni poter vi mette >
Che lo soffoghi,eda Pardon Io snella .Ne gli vrri il Cote ha le ginocchia stretteNè in questa parte vuol piegar,nè in qlla,Per quei tirar , che fa il Pagan , costretteLe cigne fon d'abbandonar la sèlla >Orlando è in terra, e a pena Isti conosce,Ch’i piedi ha î sfalsa,e strige ancor le co-88 ((ce.
Co quel rumor,elisoti sacco d’arme cade,Riluona il Conte come il campo toccaIl destrier,riha la testa in libertade,Quello , a chi tolto il Freno era di bocca,Non più mirando i boschi che le strade,Con 1 vinoso corso si trabocca,
Spinto di qua, e di là dal timor cieco,
E Mandricardo se ne porrà seco .
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Doralice, che vede la sua gridaVscir del campo , e torlesi dappresso,
E mal restarne lènza lì confida :
Dietro,corrèdo,il suo i ozin gli ha messo.11 Pagan per orgoglio al destrier grida,
E con mani, e con piedi il batte (pestò,
E, come non sia bestia lo minaccia,Perche si fermi,e ruttatila più il caccia ,
N T O so
I La bestia, estera spaventosa e poltra,Senza guardarsi a i piò, corre a traversi),Già corso battea tre miglia, e seguiva olS’vn sostò a quel desin ,<5 era aimersor'traChe,séra halier nel lodo ò letto, ò coltraRiceuè Pvno,e Paltro hi se riverso.
Diè Mâdncardo in terra aspra percossa,Nè però lì fiaccò > nè si toppe olla.
Ss
Qui ili si ferma il corridore al fine :
Ma non si puòguidar,che non ha frenaIl Tartaro lo tien preso nel crine;
E tutto è di furore > e d'ita pieno.Pensa, e non si quel che di far destineIsoligli la briglia del imo palafrenof La Donna li dicea ) che non è moltoIl mio feroce, ò sia col freno > ò scioltoP 1
Al Saracin parea discortesìaLa proietta accettar di Doralice ,
Ma fren li farà hauer per altra viaFortuna, a' suoi desii molto fiuti ite.Quivi Gabrina federata invia,
Che poi, che di Zerbm sii traditrice,Foggia > come la lupa , che lontaniOda venire il cacciatore, e 1 cani.
Ella liauea ancor indosso la gonnella,
E quei medcsmigioucniliornati,
Che furo a ia vezzosa damigellaDiPinabd, per lei vestir , iellati,
Et hauea il Palafreno anco di quella,De’ buon del modo,e de gli auantaggiatiLa vecchia sopra il Tartaro trouostè,Chsoucor non ssora accorta, che vi sulle.
SA.
L’habito giouenil mosse la figliaDi Stordilano, e Mandricardo a riso >Vedendolo a colei, che raslìmigliaA vn Laburno , a vn Bertuccione in viso.Disegnali Saracin torlela brigliaPel suo destriero, e rivi ci Panisi).Toltogli il mollo > il palaste» minaccia,Li grida, lo spaventa,e ui fuga il caccia.9 f
Quel fuggi per la selva, e seco portaLa quasi morta vecchia di paura.
Per valli, e mòti,e per via dritta,e torta,‘ Per fòlli, per pendici a la ventura.
Ma il parlar di costei sì non m'iinporta,Cstio no debba d’Orlâdo hauer più curaCh soia sua fella ciò estera di guastoTutto ben racconciò senza contrasto.
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