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Forza L: a forzaN: a forza P:: MR: MQ: MS s QR, e questala condizione dell’ equilibrio del Cono.
I tre lati del triangolo MQR, sono respettivamente per-pendicolari ai tre lati del triangolo GHI, sono dunque questidue triangoli simili, e perciö si avra MR: MQ : QR s MS equindi. forza L: a forza N : a forza P:: GH: Gl: HI.
Quando i dne lati del Cono fig. 3 sono egualissimi coraeal Num. 1 , 2, 3 converra che le resistenze 4, 5 proporzio-nali a questi lati, siano anch’ esse eguali tra loro 5 tali circostanzesi presentano spessissimo nella pratica, come per esempio accadenelli due lati dei cortelli, delle ascie, delle sciabole, perche ingenerale sono simetrici. Allora la potenza stä alla resistenza so-steuuta per respingere ciascun lato, come la larghezza della testadel Cono sta alla lunghezza del suo lato.
Pin. i Coni sono acuti, piü i loro lati sono lunghi quandola testa rimane la stessa; e piu la testa e Stretta quando i latirimangono gli stessi. Questa e la ragione per la quäle, con unadata potenza si fa equilibrio ad una resistenza tanto piü grandequanto il Cono e piü acuto, e per distruggere una resistenzadata, basta una potenza tanto minore quanto il Cono e piü acuto.
Molti altri raziocinj si possono fare sulla forza del Cono oltrequanto abbiam detto di sopra , e puol rendersi ancor piü sen-sibile, se si vorra presentare una sega quando e nel suoagimento,questa come ogn’ un sa e una lastra metallica. fig. 4. Num. 6 ,7, 8 ,9, il di cui lato Num. 7, 9, sia tagliato in modo chepre-senti una Serie di angoli eguali Num. 7.7.7. ecc. S’impieghinoalternativamente due forze eguali Num. 10, 11, per tirare espinger la sega sopra un corpo Num. 12 . 13, mentre che una terzaforza Num. 14,1a quäle non essendo il piü delle volte che ilpesodella sega medesima , agisce in una posizione perpendicolare 5questoci dara una giusta idea di un Cono composto, del quälesi fa uso per segare i legni, metalli ed altre sostanze, se all’op-posto si volessero dividere questi legni, questi metalli ec, conuna lama immobile, 6 , 7, 8 , 9, sulla quäle si ponesse un pesograndissimo, sarebbe del tutto impossibiie il dividere tali corpi,dove all’opposto con una somma moderatissima di sforzi, sigiunge a dividerli con un moto di va e viene, simile e come sipratica nella sega.