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Vol. II.
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CAPITOLO PRIMO

In cui si da la maniera di Irovare i centri di gravitd di molte figure

DEFINIZIONE

Vi e in tutti i corpi pesanti, cioe in tutte Je figure pesanti, unpunto per il quäle questa figura essendo sospesa, o sostenula come sula punta di un perno molto aguzzo; tntte le parti della figura riman-gono in equilibrio o in riposo; e questo punto e chiamato il centro digravita della figura.

PROPOSIZIONE PRIMATeorema Tav .XXVIII.

Se si dividono in due egualmente i lati opposti AB, e CD, di unparalellogrammo, e che si tiri la linea EF, io dico che il centro di gra-vita di questo paralellogrammo e nel nel mezzo di questa linea.

DIMOSTAZIONE.

Egli e certo che la linea EF, passando per il mezzo di tutti li ele-raenti che compongono il paralellogrammo, il loro centro comune digravita sara in uno dei punti di questa linea; nello stesso modo se peril mezzo dei lati AC e BD, si tira la linea GH, il centro di gravita delparalellogrammo sara anche in questa linea GH, e sara dunque al puntoI, ove queste due linee s incontrano. C, Q, F, D.

OSSERVAZIONE PRIMA

Quantunque si usi di considerare un piano senza alcuna grossezzaallorche si tratta della superficie de corpi, ciö non impedisce che nonsi possa attribuire una gravezza ai piani di cui parliamo, senza che visia bisogno di supporgli una grossezza sensibile: ciö non ostante siccomequesta gravezza non puö essere misurata da alcun peso , noi riguar-deremo il valore della superficie dei piani come facesse le funzioni dellegravezza che entra nella Meccaniea di cui parliamo: cosi si puö im-maginare che due piani omogenei, ossia della stessa natura , siano in