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H raggio della luce dell’arco Fig. i lett. A si divide in 16 parlieguali , si prende ja distanza delli due centri alle prime parti dellospartito lett. B , e presa questa distanza da BB si porta sulla per-pendicolare centrale C, e fatto punto in D, sara BBC un trian-golo equilatero , quindi dalli punti B si prendera la distanza chepassa alla perpendicolare G e si portera sulle linee BB in EE,tirando una retta dal detto punto E alla quinta parte del raggioindefinitamente verso FG intersecando sulla perpendicolare CG in H,indi tirata una orizzontale della lunghezza di tre parti della di-visione della corda A si portera a determinare la lunghezza dellelinee SF che saranno di due parti FG. Fatta questa preparazione sifarä centro nell’ inlersecazione B , e si tirera il circolo , poi dalpunto E si prendera la distanza dell’intersecazione del circolo 1 colla li-nea EL, e si proseguira a segnare la porzione del circolo sinoaddosso alla linea FM, e fatto centro in F si proseguira a di-segnare la curva dove interseco la porzione di circolo tirata dalcentro E sino addosso all’M , proseguendolo sino alla perpendi-colare CG , e cosi colli medesimi centri BEF si fara 1 ’ altraporzione o sia meta della curva prendendo li contraposti centri BEGcolli quali medesimi centri si segnano le curve sempre paralellefra loro delli archivolti.
Alla fig. 3 della passata tavola viene dimostrata la sezione dell’arcomedio , ove si rilevano le dimensioni delle pile e grossezza del volto,che e di braccia due e mezza fiorentine, ossiano palmi Romani 5 . g. 2.nel serraglio , come nella Fig. 1 lett. A si rileva che le pile 0siano piloni fra un arco e l’altro hanno di grossezza due setti-me parti della luce degl’archi medesimi, e lunghi nell’ insieme trevolte circa la loro grossezza come alla sudetta tav. CGXXX. fig. 2.
Nella detta prima fig. viene data un idea dell’ armatura dilegno che servi per la costruzione delli medesimi arehi e volte, che ebenissimo composta.
Innumerabili poi sono li ponti ch’esistono non dirö nel mondo,ma benanche nell’Europa, giacche in tutta la terra vi sono fiumigrandi , mezzani , e piccoli, e da per tutto vi e stato , e vi ebisogno passare da una sponda all’altra , e di piü altri ve ne sonoper attraversar valli e precipizj per cui h venula la necessita diedificar ponti lunghissimi , a questo fine facendo tante torri unaappresso all’altra riuuite sopra al piano della strada che dovevapassare da una montagna all’altra con degli archi, e cosl avere un assaicomoda strada , ed in alcuni luoghi un tal ponte serve di acque-dotto trasportando l’acqua che da una parte abbondava e dall’ al-