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in quelli giaccioni; raa se ne trovano ancora deibem compatti,e che si iavorano con sicurezza, prendendo anche il lucidoa perfezione.
Oude questa specie di pietra s’ impiega sempre nelle partipiü. rispettabili delle decorazioni; e Fabusarne anche in pitturae lo stesso che rappresentare ciö che noa e possibile.
II peso specifico di ogni palmo cubo in qnesta pietra _evariabilissimo, pesando dalle ottanta alle novantacinqae libre;djpendente dalia minore o maggiore compattezza; certo e peröche quanto piü pesa tanto e piii pregevole.
Gssendo di questa corae delle altre pietre orientali a noiincognita la proveaienza delle cave, in oggi e pietra rarissima ,segnatamente in rnasse di qualclie volume.
II fn oco lo tritola, lo calcina, e n’e il distruttore.
Alabastro liorito orientale. Questa specie di alabastro eraro, corne Faltro, ma non ha trasparenza, per lo piu e com-posto di grandissime venature , assai ritorte e scherzate, fra lequali se ne osservano poche chiare, giallastre, color d’oro, dicastagna, di gensola, ed assai smerlettate e miste.
Nel musco Pio-Clementino vi sono dei vasi, colonne, edun cervo; neile Gallerie e Chiese non mancano decorazioni dimassiccio ed impellicciate di questa specie di pietra; con unmasso della quäle segato per piü versi possono aversi piü decinedi moslre, varie F una dalFaltra, che sembreranno cavate dapiü e piü pezzi.
Di questa medesima specie si osservano non a vene ma amacchie, e corae con tanti fiocchi scherzali alFinfinito sopraun campo cF i neos tanti tinte.
Questa specie di Alabastro ha sempre meno compattezzadelFaltro, giaoehe nelle varie combinazioni delle vene e mac-chie vi si trovano delle porosita, per cui si lavora meno facil-mente delFaltra; efi il lucido generalmente e meno facile.
Il peso per conseguenza e piü vario da un pezzo alPal-tro, raguagliatamente puo calcolarsi a libre 85. il palmo cubo.
Alabastro a rosa; e questo una qualita di alabastro assaipiü raro; il fondo e comunemente color di avorio, macchia-to e cristallino, alquanto trasparente: con macchie, piü conTom. III. 21