Band 
Vol. III.
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Delle leggi relative alle distanze.

Distanza e lo spazio che trovasi fra un corpo , e 1’ al-tro. Fabbricando sopra un muro comune o aderente a quel-lo , non si richiede distanza alcuna ; sebbene al vicino gli simurino e chiudano finestre dal vicino possessore della casa de-pressa , benche da lunghissimo tempo esistessero li due edi-fizj di elevazione diversa.

Non si cerchera distanza alcuna se nelP edificare una casasi vorra diriggere uno o piu stillicidj nel proprio fondo.

Le leggi delle distanze in ogni tempo e nazione vi so-no state. Solone agü Ateniesi applicö quella che chiunqueavesse voluto fabbricar case si dovesse tenere lontano dall 1 al-tro due piedi geometrici j e venne praticata ancora dai Ro-mani , perche il proprietario sul proprio suo fondo potesse gi-rare d 5 inlorno alla sua casa per garantirla clall’incendio , ad-daltarvi lo stillicidio , e mantenerla a suo piacere , senzaincotnmodare il suo vicino ; onde da una casa all’ altra do-veva esservi lo spazio di quattro piedi geometrici , per-che ognuno ne aveva due di sua pertinenza. Una cittäfabbricata cosi non sarebbe alcerto priva di nascondigli ,e d’ immondezzaj.

Ne’ frammenti delle XII. Tavole delle antiche leggi diRoma si legge = Ambitus parietis sextertius par esto = chesecondo Festo Pompeo vuol dire , che il muro della pro-pria casa, doveva essere discosta dal confine del vicino duepiedi e mezzo per quanto era la lunghezza della casa me-desima , chiamata ambito del muro, per lo stesso ogget-to di garantirla dagP incendj , e per conoscere lo stato de’muri ec. Questa legge in Roma , e forse in tutte le cittkcolte del mondo , non e piu in vigore; vedendosi le caseprivate che sono a contatto , e divise P una dalP altra conun muro , che si chiama muro divisorio ; sul quäle nasco-no molte avvertenze, come si dirä in appresso.

Se non v’ e una legge statutaria , ovvero una praticaaiHica, colla quäle siasi sempre osservala, la distanza legale fradue muri di privati edifizj , nelle parti posteriori de’ cortili ,secondo la pratica, ed il sentimento ancora del Carletti secondoTom. V, 7*