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Tomo II.
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2 Gli Uccelli.

nanzi un qualche parto non più veduto di quel-la ineffabil sapienza, che quanto è doviziosadidee, per intavolar nuove opere, altrettan-to è ben fornita di mezzi, dabilità, e di fran-chezza per ultimarle. Date, di grazia , unocchiata a queir uccello, che vola. Egli è unoggetto ben semplice, a rimirarlo cogli occhidel corpo, già abituati a un così fatto spetta-colo: ma a contemplarlo colle pupille dellaragióne , oh quanto vi comparisce stupendo îIl gran passeggio dell'aria, interdetto ad ógnigenere esanimali, non è concesso se non a lui.Il fatto è certo : è pure non par posti bile ^ Unuccello, che vola, è una macchina, che sa-le in alto, nonostante la resistenzadellariamedesima, che la comprime , e ad onta diquella poderosa virtù, che predomina tutti icorpi, e li sospigne verso la terra. Questa mac-china ascende in aria, non violentata da alcu-na forza esteriore, ma sollevata da un motosuo proprio , la cui merce vi si sostiene perbuona pezza, e con vigore, e con garbo. Ec-co però un nuovo argomento di maraviglia .Vado osservando ad uno ad uno tutti gli uccel-li , so vedere in alcun di loro più di due ali :e pur ritrovo, che ciascheduno ha una manie-ra di volare diversa dal!'altro. Onesti proce-dono a forza di varj lanci, o vanno via di rim-balzo; quelli parche striscino addiritura perParia, o che la radano alla distesa. Parte vo-lano terra terra ; e parte son capaci di sollevar-si sin alle nuvole. Ne vedo taluni, che san va-riare in mille forme il loro volo : elevarsi ( permodo di esempio) a diritto, a spancio, e taloranche per una linea orbicoJare arrestarsi di

pun-