Š3 GLI U C G E l l I.
. La differenza, che voi vedete fra’ v^rj hsc-
chi degli uccelli, pon è da paragonarli eoaquella, che si ravvisa fra’ varj nasi degli uomi-ni. Tutta la disparità, che passa fra un naso,e l’altro, consiste solamente nell’essere un di-to più lungo o più corto. Del retto la strnttu-ra, e Tufo degli altri. Ma negli uccellinonecosi. La diversità, che si trova ne loro bec-chi , ne'loro artigli, e nelle lor ali, è semprecorrelativa al bisogno di ciascheduno . Qgnilor membro e uno strumento adattato alla qua-lità de'lor lavorii , e'maniere particolari dij_ a g a fl* e- nutrirsi . La patterà ( per modo d’ esempio )ra. colla più pa-rte degli uccelletti, vive di gra-nelli di panico, o d’altre semenze consimili,qui trova già per le case, o per la campagng.Sicché non ha bisogno di fare alcun sforzo , nèper adugnare il suo cibo, neper abbocconar-lo. Ed ecco, perch” ella ha il becco piccolo,La hsc- o l'unghia corta, La beccaccia ali'incontro,caccia." ilbeccaccino , fa mangiana, e molti altri uc-celli di questa fatta , dovendo razzolar ben
a fon-
Spiega- A. Il piviere in atto di vibrar la sua lingua per en-i,ione del- tro ’l buco d’un ramo .la Figu. B. L’airone.
ra. C. Lafarchetola, detta volgarme nte arcazza,
D. La beccaccia.
E. Il Cigno.
F. Il pavone.
G. IlToccano, che è una spezie di pica del Brasi-le, il cui becco è quasi grosso, quanto il suo corpo:ma d’unasustanzia leggerissima, eporosislî ma, sic-ché non lo incomoda niente affatto.
H. 11 gufo.
L’ angustie del sito non ci han permetto di delinearequeste figure con quella proporzione aggiustata, chesi sarebbe convenuta.