Ielle Diaiogo Secondo; 45
^ gnuolo. Egli da sè solo adegua il valo're di tut- Il rosi-,an ' ti gli altri d’accordo. Dopo di aver intesa una gnnolo.: 8 B1 bellissima sinfonia di strumenti, fi resta comeincantati a sentire un eccellente violino, cheàl suoni a solo. Figuratevi, che il Tartini, o ilLaurenti in mezzo d’un armonioso concertocominci a sonar da sè solo, e scappi suora conE una di quelle sue botte d’archetto, per cui fi' H sa far distinguere da tutti gli altri. Ognuno al-lora si mette in orecchi, e sta a bocca aperta a^ ascoltarlo. S’ammira non men la forza impa-x reggiabile, con cui tocca, e pronunzia tutteà, le voci, che la dolcezza infinita, con cui le™ accompagna . Voi lo sentite continuamente0( li diversificare il suo suono. Ogni nuova grazia® prènde risalto dalla precedente, ed appresta unV soave passaggio a quella, che segue. Portalelà orecchie di chi l’ascolta d’ estasi in estasi. Law musica veramente ha delle dolci attrattive perJ®* tutti •• ma i dilettanti della medesima distin-tJIî guon benissimo tutte quante le consonanze,
« e san trovare un’ orchestra intera in un soloà > strumento. Or così appunto addiviene del can-ute- to armonioso degli uccelli. Dopo che si è sen-<p ti;o un bel concento di voci, celebranti a co-dof- ro pieno l’-autore della natura, e preconizzan-ti le cotidiane beneficenze di quel buon Padre ,îlloi che li nutrisce, si prova un nuovo diletto, asentir l’usignuolo, che scappa suora versola«• sera con var j mottetti a solo, e prosegue a fol-ci» foggiare quasi tutta la notte. Direste, eh’eid- conoscesse il valore de’ suoi talenti, e che bra-ci» moso di fare ali’uomo una cortese finezza, euli' d appagare ad un’ ora sè stesso, si compiaceste* di principiar a cantare, quando tu-tti gli altri
si