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CO degli occhi. Quindi principia a far muove-re adagio adagio il mentovato zimbello, men - 1tre il falcone Vi sta mangiando . Egli alloranoni'abbandona : e sì l’avvezza a star saldo,ancorché il faccia correre , o rinculate a granpassi . Sa, che perderebbe il suo pasto , se egli^abbandonasse : Ond'è,che la sua stessa ingor-digia lo rende industrioso, ed attento a pian-tarsi tenacemente in sul cranio^ per aver cam-po di ficcare il suo becco dentro la cassa dell oc-chio , tuttoché l’animale li muova * Termina-to questo primo esercizio, il nostro gentiluo-mo attacca per una corda quella fiera posticciaad una carretta , tirata da un cavallo , che cor-ra a briglia sciolta. Il falcone sta pur saldo ad-dosso alla preda, né resta mai di mangiare. Me-nandosi poi a caccia, non manca d’ avventarsialla prima fiera che i ncontra, e di piantarse-le tosto in sul cranio, per poterla beccare negli occhi - Cosi la tormenta , e la ferma, e dàagio al cacciatore di sorprenderla , e d’ammaz-zarla a man salva, estèndo allora più intenta aschermirsi dal rostro dell’ uccello , che dallemani del cacciatore.
Cav. Se cosi è, si ricava maggior profittoda gli uccelli di rapina, che da quanti casti fitrovano.
Prior. Si procede ancora più avanti. S’ arri-va a farsi imbandire la taVolâ dalle medesimeaquile, senz’ averle addisciplinaté. (a) Io perme ho conosciuto un gentiluomo, il qual face-va una lautissima mensa alle spalle d’un nuovoprovveditore, o maestro di casa, cioè a diredi un’aquila, Ella lo forniva delle più preli-bate vivande, che gli venissero in tavola.
D 3 Cav.
(a) Me-moriedella vi-ta delSignorÂug. deThou. I.4. cart.* 57 -
Raii Sy-nopsismedi. a-vium. p.6 :