Dialogo Secondo. 65
®«i tutti gii altri, così da tutti gli altri son ninn-isi cad. Per la qual cosa aon sì tosto la civetta, il'otte, gufo, il barbagiani, o 1 allocco si trovano in3 pei qualche parte scoperti, o sia , che non abbia-ti dal no avuta tutta la necessaria diligenza d’ascon-1 fi» derli, o sia, che i loro schiamazzi gli abbia-®ìli no manifestati, che tutti congiurano a tor-ii» meritarli . E piccoli , e grandi abbaian loroaipiffi concordemented’intorno, tuttoché rade vol-ir te addivenga, che qualchedun non ne resti acapo rotto. Questa pubblica dichiarazione dirpti' nimistà, e di rancore serve poi a’cacciatori adtifili incalappiarne non pochi, che concorrendo al-ligni; lasbadata|a.i schiamazzi, o veri, o contraf-«I fatti di questi loro nimtci, restano miserabil-à mente predati. Concioffiachè l’uccellatore, ra C3C „Mii, stando appiattato in una capanna, tutta coper- c ia, det-ndolc, radi verdi frasche, e situata presso un boschet- ta delmgfe to , vi pianta di quà , e di là de' paniuzzi, fa' chiurlo,azic, quali diversi uccelli d' ogni generazione iin-tesi, taroccando, per esser più a tiro d’insultar rini-ti)» mico, che coi suo schiamazzare gl’irri ta, eglieli cadendo con tutti i paniuzzi non bene afficu-«w rati per terra s’invescano, e s’impiastriccianoSpirito le ali, e così perdono la libertà, e la vita nelleiùitl mani medesime del cacciatore, che sta osser-è in- vando la lor [caduta, e s'approfitta della lorve, f balordaggine, per predarli,del Comes. Questa sorta d’uccellagione è moltoné dilettevole . Signor Cavaliere , 1’ avete maiDt- provata ?
, 11 » Cav. So bene, eh’ella si chiama la cacciapuro, del chiurlo. JSP ho sentito più , e pisi volte aparlare. M’è stata pure promessa : ma sin orainani non ho avuto, sen on parole.m Tom. IL E
Conte/.