Dialogo Terzo. 71
op?. Comes. Sarebbe un cieco, o un ingrato, chisi: osasse di controverterlo. Conciosiiachè tutti
questi animali non solamente son docili di lors'ir natura, e piacevoli, ma insieme insieme be-lii. nigni, e ci offeriscono spontaneamente i lor di-te versi servigi, senza staccarsi dal nostro fianco«li giammai, I primi alf incontro, siccome nondot son destinati a partecipare de’nostri travagli ,É- cosi si contentano di non farci del male (pur-ità chè non vengano provocati ) e si ritirano neleè cupo sen delle macchie, e de’boschi, a con-tri templazione dell’uomo , lasciandogli il cam-ini, po libero per tutto ’l resto, di questa terra.il» ( a )
; ì»i Cav,. Le maniere cortesi , e benigne de’ uo-pi! stri animali domestici sono evidenti riproveMi della infinità bontà di Dio , che sempre ve-ri! glia a prò nostro. Ma comesi può conciliaref» questa infinita bontà di Dio co’barbari istin-ti ti delie fiere selvagge? Il lupo, che s’avven-ti* ta alle nostre greggi, non fa mica troppo ono-Wi re alla Divina Provvidenza,
Prior , Sì bene, che gli fa onore ; mentrelisi seconda le mire , eh’ eli’ ha formate soprapi di lui. Iddio ha creati alcuni animali, pernà conviver colf uomo, e per assisterlo ne’suoi: |ttl bisogni. Altri poi ne ha creati , ad* oggettoà di popolare le macchie, e i deserti ' di riem-iftp piere l’universo di creature viventi ; di eserci-am tare fumana pazienza , e di punirei peccato-ci, ri, ei malvagj. La di lui provvidenza non siI(B rende tanto ammirabile nella docilità , eh’| (S ij, egli inspira in que’che vivono per nostro be-lgi ne , e per nostro vantaggio , quanto nel-la conservazione di tutti gli animali feroci ,4 E 4 O)
(a) Psal103. rz