Band 
Tomo II.
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Dialogo Terzo. -»z

ibi: pendicolo, come le mura delle nostre case : eii(t la scarpa, che nella sua estremità è grolla da,c't dodici piedi, quanto più salza , tanto più spi assottiglia, ed in cima non è più grossa di due.®t'i La materia, ondella è formata, non è altro,iit che legno, e ghiaia. I castori tagliano con unalìdi! facilità grandissima detocchi di legno, partemi;, grossi quanto il nostro braccio, e parte quantoimi una coscia, la cui lunghezza sestende da i dueoid; fino a i quattro, a i cinque, ed anche ai seiohi piedi, e da vantaggio, secondo che intendondi alzare il pignone. Ficcan la punta di questiiiiu pali sotterra, situandoli un presso 1 altro, e poi, m V intreccian degli altri pezzi di legno più pic- coli, e più pieghevoli. Ma perché lacqua nonà vi passi a traverso, e la pozza non si secchi, vimSj tramischiano della ghiaia, e riempion con es-:Bi sa tutti i vacui, tanto al di dentro, quanto aln £ di fuori, sicché lacqua non ha più esito. Prose-guono ad alzare la contrascarpa a misura, chejjpi lacqua monta, e che la pozza singrossa. San-yjijf no molto bene, esser più facile il trasportare iiB materiali per acqua, che per terra, eVappro-àj 6nano del crescimento dell acqua medesima,nuotando allora colia malta in su la coda, ey, col legname tra denti, per portar lun, e lal-\, tro dovunque richiede il bisogno. Se mai lim-à peto dellacqua, ole persecuzioni decaccia»y tori sconcertano il lor lavoro, o vi fanno qual-y (1 che rottura, murano quanto prima la buca,^ visitan da capo a pie ledificio , e lo restaurano«E, intieramente con una diligenza incredibile.

. Ma quando i cacciatoriinfestano troppoJ, spesso, lavorano solamente la notte, o abban-donano per affatto limpresa.

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