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dere quanto bisogna ; per aprire e serrare apropoiito la fontanella dell’aria; e per allen-tare e stirare i suoi muscoli, a misura, che vo-gliono sollevarsi , o abballarsi nelfacqua.
Cont. Il nostro raziocinio dee sempre cede-re ali'esperienza. Ma ciò, che basta a risol-vere la presente difficoltà, è il considerare,che i pesci fanno tutte queste operazioni, sen-za saperlo: oltre diche la maniera si esatta,con cui le eseguiscono, mostra chiaramente,che in tutta questa faccenda non ha alcuna par-te, nè la cognizione, nè l’accortezza dell'a-nimaìe ; ma che dipendono unicamente dal!’inefisabil lapienza di quel!’ artefice u onnipoten-
te, che ha create tutte le cose.
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Prior. Gli uomini pure, che son dotati daDio dell’ uso della ragione , per poter regolarele proprie azioni, quante cose giornalmentefann’ eglino, a cui non danno per parte loroveruna mano? Noi respiriamo, non eh’altr»,senza sapere, nòia struttura, nel’uso de no-stri polmoni. E chi sa quanti non si sognanonemmeno d’averli ?
Cont. Noi pure saltiamo, e balliamo, can-diam facendo delle capriuole, àe’ balanzè ,àt'pasti di menuet , o di rigadon , senza saper,nò] tendini, che ne conviene stirare, nè i mu-scoli, cui dobbiamo, o gonfiare, o allenta-re, per far questo passo, o pur quello.
Contef.^o non mi sento di disputare. Que-sto è un mestiere, che ha dell’ odioso. Ma,Signori , compiacetevi almeno di dichiarar-mi una cosa, la quale mi pare, che non Rac-cordi con ciò, che avete detto finora. Possometterci pur ia bocca, perché queste son cose,
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