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Tomo II.
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I .

dere quanto bisogna ; per aprire e serrare apropoiito la fontanella dellaria; e per allen-tare e stirare i suoi muscoli, a misura, che vo-gliono sollevarsi , o abballarsi nelfacqua.

Cont. Il nostro raziocinio dee sempre cede-re ali'esperienza. Ma ciò, che basta a risol-vere la presente difficoltà, è il considerare,che i pesci fanno tutte queste operazioni, sen-za saperlo: oltre diche la maniera si esatta,con cui le eseguiscono, mostra chiaramente,che in tutta questa faccenda non ha alcuna par-te, la cognizione, laccortezza dell'a-nimaìe ; ma che dipendono unicamente dal!inefisabil lapienza di quel! artefice u onnipoten-

te, che ha create tutte le cose.

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Prior. Gli uomini pure, che son dotati daDio dell uso della ragione , per poter regolarele proprie azioni, quante cose giornalmentefann eglino, a cui non danno per parte loroveruna mano? Noi respiriamo, non ehaltr»,senza sapere, nòia struttura, neluso de no-stri polmoni. E chi sa quanti non si sognanonemmeno daverli ?

Cont. Noi pure saltiamo, e balliamo, can-diam facendo delle capriuole, àe balanzè ,àt'pasti di menuet , o di rigadon , senza saper,] tendini, che ne conviene stirare, i mu-scoli, cui dobbiamo, o gonfiare, o allenta-re, per far questo passo, o pur quello.

Contef.^o non mi sento di disputare. Que-sto è un mestiere, che ha dell odioso. Ma,Signori , compiacetevi almeno di dichiarar-mi una cosa, la quale mi pare, che non Rac-cordi con ciò, che avete detto finora. Possometterci pur ia bocca, perché queste son cose,

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