142 Le P 1 a n t lriccio non sia destinato a qualche fine di più rî* F
lieve . La noce altresì appresta di molti como- ^dìall’uomo, e ferve dj nutrimento non meno fa lui, che agli animali . Se ne spreme dell* ^olio da metter nelle lucerne, da conservarle à!pitture, e le masserizie, ed anche da rende- 1re il cuoio più morbido, e più pastoso, e piùforte. Il sapore di questa frutta, quando ella ®è fresca, è tanto squisito, che può star in ta- P (lvola a competenza delle pesche più saporite.
Una pietanza sì prelibata , un frutto , che jPporta ali uomo cotanti comodi, come si sareb- 1be potuto salvare dalla golosità degli uccelli, ®sei’amaro del suo mallo non li nauseasse , al- àlorchè v’appressano il becco? Oltre a tutti que- âàsti preservativi, in certo modo esterióri, ogni S®seme ha una spoglia, ed una vagina, che e la 5
sua pelle , dove sta racchiusa la polpa colgerme. _ ^
Da un granello d’orbiglìâ, ò di fava, o dà Kun seme di popone , potrete conghic-tturarequali siano tutte le altre semenze. Lastruttu-ra è appresso a poco sempre la stessa. Sbuccia- ffte una fava, o qualunque altra semenza, vi
I lobi del restano ordinariamente in mano due pezzi se- ®
seme. parabili, che chiamansi propriamente i lobi del *
seme. La materia di questi lobi non è altro , fache un panicelo, o farina impastata col sugo fanutritivo, osiaumordella terra, che forma (fiuna poltiglia, od un latte proporzionato ad »alimentare il germoglio. lo ?
Il germe è inchiodato in sulla cima de’lobi, <
II genite. e st avv i alquanto internato, come un aguto. «
Egli è composto d’un piccolo stelo, o gambet- jlito (che deve poi essere il fusto, ocorpodella