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Tomo II.
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I 66 L E P I A N T E. *

essi, e sassottiglia, e siriduce inislatodi j'lipotersi insinuare ne fiori , e ne frutti, lfa|

Primo Mi giova pur credere, che il vasa proprio, ri cufficio col diramarsi , ehei fa, per tutte le foglie, Bdel vaso p £ ! g or j f epefrutti, vi spanda un certo me- «I

proprio, j e ^ unguento , le di cui parti balsatniche ¥

vadan si mescolando colf aria, col sale, ecoll 3Bacqua, e v imprimano quell odore, e sapo- laiOrigine re ^ che in lor si trova. Questa mia idea è con- «»>dor/esa- f° rir| i®maairesperienza. Conciossiachènon ']a,pori delle v ^ a ne gsi alberi parte più oliosa, più lustrapiante, delle foglie, e defiori; e il più delle volte la j Bqualità dell olio , onde le foglie sono im-prognate , è consimile al sapore del frutto,- 'frio del seme, come vedesi nel noce , e nel Plîpesco. Quel!' amaretto , che feritesi nel se- »!me delle mandorle , simprime anticipatamen-te nelle foglie dell albero, e poi si comu- -Pnica per mezzo loro anche al frutto , e alla wmandorla, che n è per nascere. Il succhio Mdepurato, e aromatizzato dentro le soglie vie- a,ne ad assottigliarsi in maniera tale, che può '£benissimo insinuarsi nel picciuolo defiori, o aff;de* frutti circonvicini : e questa (secondo ogni a,apparenza) è la strada, ehei prende: con-cioOìachè, se a primavera , allorché gli alberi »fono in succhio, vengon brucate da vermi ]e :ploro foglie, o se per qualche altro accidente le aperdono, le frutta, che principiavano asboc-ciar suora, si seccan tutte ; non mica per man- micicanza dumore; poiché la dolcezza della sia- «cigione ne somministra allora in gran copia; ma alper mancanza d ! umor preparato, e adattato aalla nicchia de vasi, onde coteste frutta loa cetecorredate. -in

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