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essi, e sì s’assottiglia, e siriduce inislatodi j'lipotersi insinuare ne’ fiori , e ne’ frutti, lfa|
Primo Mi giova pur credere, che il vasa proprio, ri cufficio col diramarsi , eh’ei fa, per tutte le foglie, Bdel vaso p £ ! g or j f epe’frutti, vi spanda un certo me- «I
proprio, j e ^ oâ unguento , le di cui parti balsatniche ¥
vadan si mescolando colf aria, col sale, ecoll’ 3Bacqua, e v’ imprimano quell’ odore, e sapo- laiOrigine re ^ che in lor si trova. Questa mia idea è con- «»>dor/esa- f° rir| i®maairesperienza. Conciossiachènon ']a,pori delle v ^ a ne gsi alberi parte più oliosa, né più lustrapiante, delle foglie, e de’fiori; e il più delle volte la j Bqualità dell’ olio , onde le foglie sono im-prognate , è consimile al sapore del frutto,- 'frio del seme, come vedesi nel noce , e nel Plîpesco. Quel!' amaretto , che feritesi nel se- »!me delle mandorle , s’imprime anticipatamen-te nelle foglie dell’ albero, e poi si comu- -Pnica per mezzo loro anche al frutto , e alla wmandorla, che n’ è per nascere. Il succhio Mdepurato, e aromatizzato dentro le soglie vie- a,ne ad assottigliarsi in maniera tale, che può '£benissimo insinuarsi nel picciuolo de’fiori, o aff;de* frutti circonvicini : e questa (secondo ogni a,apparenza) è la strada, eh’ei prende: con-cioOìachè, se a primavera , allorché gli alberi »fono in succhio, vengon brucate da’ vermi ]e :ploro foglie, o se per qualche altro accidente le aperdono, le frutta, che principiavano asboc- yîciar suora, si seccan tutte ; non mica per man- micicanza d’umore; poiché la dolcezza della sia- «cigione ne somministra allora in gran copia; ma alper mancanza d ! umor preparato, e adattato aalla nicchia de’ vasi, onde coteste frutta loa cetecorredate. -in
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