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Dialogo Q.U i n t o . ijgdi riconoscerla -? La nostra fantasia non resta
solamente confusa a considerare questa por-5" tentosa quantità di germogli in un albero. UnW semplice fiore rimirato così superficialmente,allorché Ja mattina spunta , e la sera aramor-
«a* tisice, ci presenta un oggetto lavorato permano d’una sapienza-, che, nè il nostro oc-chio, nè’l nostro intelletto può mai arriva-,
a ® ! re a compapndere . Iddio a bello studio hà«î; voluto soplaffàrci con questa spezie d’infini-tà, che fi ravvisa per tutto , affinchè il no*)«s: {i r0 spirito impari a soggettarsi a queli'infini-
à tà, che realmente si trova nella sua essenzane’suoi attributi, nella sua provvidenza, nelle sue opere, ne’ suoi mister;.
M Comes. Egli è infallibile, che un fiore , il A chequal si considera come un oggetto dozzinale, servon»«é e comune, non solamente racchiude in sè del- i àcci.à le bellezze stupende, ma ci appresta eziandio«eli de'vantaggi, e de’ preservativi ammirabili .noi' Io per me, in contemplando una volta la va-ia* ghezza d’ un fiore , il considerava come una-là bella pitturina , atta a rallegrare co’suoi viva- ^li p:. ci colorila vista, e talor anche colla fuà soave , m ,e}nloia fragranza,foderato. Non vi ravvisava nient’ Morian,il®: altro , (a) Ma il mio computista mi fece re- Disserr.i,e star di sasso, quando mi mostrò, che il fio- ’i:affi re, non solamente era la vagina , e la cu- pj lstodia del frutto , ma che tutte le di lui jviemprlme parti erano necessarie , e concorrevano tur- dell’ ac>([tilt te d’ accordo alla formazione , è struttura cad.deî-sii,t del frutto . Non mi scorderò mai 1’ inge- îe selen-ici gnofa dichiarazione , eh’ egli tni fece , di z ^f on f,nife tutte queste parti . A noi altre donne , oHói
liofî che non siam avvezze ad imparar nulla; f ÎVÎ 2 le
> il giova-ne î 711.
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