Dialogo Sesto. 223
iter voga, o veramente alla pesca , che al-lor principia a farli buona.
Signori , perdonatemi , 5 'io m’avanzo aspacciarvi con questa franchezzafle mie con-ghietture . Ben m' accorgo , che tutte nonappagheranno il vostro intelletto.
Cont. Le vostre interpretazioni hanno tut-te del veri limile. Ma quand’anche non cam-minassero tutte a pelo , basta , che ve nesia qualcheduna, che corra naturalmente ,senza essere stiracchiata , per far vedere ,che così fatte analogie han dato luogo agliantichi di dar quel nome, o quel!’altro a’dodeci segni del zodiaco : la qual cosa di-strugge tutt'in un colpo 1’ astrologia giudi-carla , e le superstizioni, che regnano , inmateria d’agricoltura.
Cav. Adesso men vo di posta ad aggiu-gnere tutte queste dottrine al compendio,che ho fatto , dell’ altre vostre distertazio-ni . Prego il Signor Priore a dar tra oggie domani una rivista a tutti i miei scrit-ti , prima eh’ io faccia partenza . Ho dise-gnato di comunicare a’ miei amici ciò, cheho imparato nella mia villeggiatura.
Contes Se voi tornerete a trovarci que-ste future vacanze , vi prometto di darve-ne un altro tomo, si veramente, che il Si-gnor Priore , ed il Signor Conce voglianoentrarmi mallevadori.
Fine del Dialogo sesto .
LET-