Priore di Gionvalle. 22p
Egli è bene, ester curioso; nissunlonega .*ìna convien esser curioso con moderazioneeper tenere la curiosità dentro i doverosi suoi li-miti, bisogna saperli » Or questo appunto, atenor dell'istanza, che voi mi fate, è dò, eh’io prendo ad esaminare. Questa materia, Ca-valiere mio caro, vi sembrerà un poco astrat-ta , 0 almeno non tanto sensibile, come quel-la de’ nòstri trattenimenti . Ma trascorretelaper la prima volta , senza filosofarvi sopra , esenza lambiccarvi il cervello, per ben capir-la , come si farebbe a leggere naturalmente unastoria» Tornate poi a rileggerla un'altra vol-ta, e sì vedrete , che le cose vi riuscirannomolto più intelligibili : o, alla più disperata,potete applicar questa lettera dietro a’nostriragionamenti accademici da voi compilati nelconsaputogiornale, e, dopo averla comuni-cata al vostro Signor fratello, indugiar a leg-gerla , quando v’ applicherete con più proposi-to al io studio della filosofia.
I limiti delia curiosità sono , senz’ alcundubbio , uniformi a que’ limiti , che furonprescritti alia ragione umana in generale, edallo stato di ciascuno in particolare. Ma noiper non sapere il più delle volte conosceresin dove s'estenda, ed a che sia destinata lanostra ragione, prendiamo de 1 granchi a sec-co, sì nella scelta delle materie , le qualiaffettiamo di sapere , come ne’gradi dellachiarezza, ocognizione, a cui pretendiamodi pervenire.
E pure non posso esprimervi quanto pre-ma il non ingannarsi su questo proposito, equanto importi esaminare il valore della no-P 3 sìra