Band 
Tomo II.
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PaiORE DI Gionvalle. Uff

taggi c defini della luce, e decolori, sbalé>strarido tutti e due a più potere, entrate in cer-ti ginepreti di difficoltà, che non han punto chefare col merito della causa. Uno di voi, assue-fatto a trovar ripiego a ogni cosa , pretendespiegare lessenza della luce, e la sensazione,che quella luce medesima produce in noi. Lal-tro, essendo usato a dubitare di tutto, sostienedi non ester tampoco sicuro di vederla. Voi,Signore, volete sapere quel, che forse non v èpermesso, c voi, Padron mio , volete ignora-re ciò, che si tocca con mano. Appigliamacipiù tosto al partito dinformarci, e di approfit-tarci di quel, che abbiamo, senza correr diot-tro a quello, che non può aversi, e lasciar in-fruttuoso ciò, che si possiede. Voi altri filoso-fi mi parete giusto tanti lavoranti d'un arteficedorinoli, che, dopo aver ricevuto dal padro-ne delloricalco, e degli ordigni, per fare unaruota per uno, volessero trapassarla giornataa disputare calorosamente della natura dellot-tone, e dellacciaio. La luce, ei colori, chesono il soggetto della vostra quislione, non cisono stati dati, per iscrutinare qual sia la loronatura, per servire dargomento di disputa ;ma bensì per poterci regolare nel nostro viag-gio . Noi vorremmo penetrarne lessenza, per-ché liamo troppo curiosi; o negarne resisten-za, perché non arriviamo a capirne lessenza.Tutti e due questi estremi sosto viziosi. Atten-diamo ad approfi ttarci di questa luce, e di que-sti colori , senza fermarci a scandagliare qualsia la natura dell una e degli altri : o se voglia-mo in ogni modo esaminarla, procuriamo,che il nostro esame non passi i limiti della no-Q 4 stra