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Mi dà l’animo di farle maturare anche d’Apri-le , e v’assicuro, che qui in casa nostra se neson mangiate due giorni prima del vostro arri-vo-
Cav. Le avrete , cred’ io , fatte venire aforza di stufa.
Cont. Non è mica vero. Si son fatte portardal bosco le tenere piante delle fravole in tem-po d’autunno, e queste poi si son trapiantatein un colto dell’orto. Venuto il Febbraio si èdata loro la collorìâ, governandole con i stereodi cavallo non per anche stagionato tra un col-toci’altro, o veramente per tutta 1* estensio-ne del colto; e dopo averle ricoperte con bic-chieri, o campane di vetro amovibili, per farloto godere a tempo a tempo de’raggi benignidel Sole, giusta il bisogno, si è raccomandatoil resto alla sorte.
Contef. Tra quindici giorni, alla più lunga,mi comprometto di farvi mangiare delle cilie-ge pri matinee , e delle fravole belle sfoggiate,provenute in piana terra. Queste fon le mieentrate. - io fon quella, che ogni anno me leraccolgo. Quanto poi alla maniera di farle ve-nire, ve la mostrerà il Signor Conte.
Cont. 'Per aver delle ciliege primaticce, ba-sta acconciare un ciliegio a spalliera, e porlo inuna buona situazione. Per aver poi delle fra-nitele novelline , provenute in campagna aper-ta , basta avere la diligenza di trapiantare i lorteneri cesti nella stagione autunnale e porli apie d’una muraglia, la quale sia ben esposta a’raggj del Sole. Si strappano a primavera tuttique’stori, che spuntano in ultimo, e per talmezzo s’aumenta notabilmente il vigore de’A 2 pri-
Pravoleprima-ticci! -
Ciliegeprima-ticce.Come sifaccia afar ma-turare lefravoleprimadel con-sueto lortempo .