llvinóèun lega-me dell’umanasocietà.Il confor-to dell’,uomo fa-ticante .(a) In su-dore vul-tus tuivefcerispane suo,Genes,
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amicizia tra loro. Ecco dunque, che il vino éun de’ pacieri più maniero!!, e più familiari diquanti pacieri li trovano ; e li può dire, eh’eglisia un vincolo dell’ umana società, il più effi-cace d’ogni altro vincolo.
Prior. Egli è ancora un de’ più poderosi con-forti, che l’uom faticante polla trovare ne'suoi laboriosi esercizi. Conciofsiachè, non so-lamente 1’ invita a intraprenderli con corag-gio ; ma gli ravviva in un istante le forze ,'quand’ ei lì trova defatigato. E'imm enfa bon-tà di Dio, dopo aver posto l’uomo nella duranecessità di guadagnarsi il suo pane co’ proprjsudori, (») non ha voluto , eh’ ei resti oppres-so dal grave peso di sue fatiche, nè soverchia-to dall’ afflizione de’suoi malinconici pensieri.Nel tempo stesso, eh’egli s’affanna , per ih’ cavar dalla terra un cibo nutritivo, e corrobo-rativo dei proprio corpo, gli appresta un liquo-re vivificante, il qual esilara il diluì cuore , egli addolcisce il travaglio . Mirate quel me-scisi nello , che colla schiena incurvata, va apasso lento gemendo sotto’l pesante incarco diquel gran fascio di legtte, eh'ei porta su'pro-prj omeri. Due gotti di vino , decimati dallacolazione, eh'io vedo làapparecchiata in soli'erba, sarebbon bastanti a farlo in su due piedicangiar di cera , e di passo. In una parola lorenderèbbono tantosto umaltr’ uomo.
Cav. Se così è, adesso so il fatto, senzametterci sopra nè sài , nèolio. Questa festala,vo’far io.
Prior. Che ve ne pare? Non v’ho io dettala verità? Dov’è adesso quel!’aria malinconi-ca, e quell’ affannoso sbigottimento, che gli
trassi-