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Tomo quarto.
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157
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Dialogo Sesto. 157

W Europa. V ha chi asserisce aver eglino passatala linea equinoziale, senza punto deteriorate *

4ii ni a ( sia pur detto con pace di tali assertori ) io>âj per me stento a crederlo.

Infiascandoli questi vini, prima daver da- Il vino>1» to lor campo delàiarepepori delle bottiquel infiasca-

ifè duro, e queir alto, che in contengono, t0 *fili rompono buona parte de'fiaschi, e la lor qua-ftffe lità non è totalmente perfetta,fil® Or ecco le diligenze, che fi convengonoaèc avere neliinfiascarlo. Primieramente fa duo-po lasciare un intervallo d un dito tral turaz-ìbìk zolo della stoppa , perchegli possa meglio re-M iistere adi lui sforzi. E bene altresì ligi! larentllis ledette bottiglie con cera lacca, per ovviareéfc al pericolo, ehei non venga adulterato, olili® scambiato. In terzo luogo bisogna avvertire,

Mi,® che le bottiglie non han da posarli dritte, mafptrk piegate, o volte per fianco : altramente il tu-L razzolo, non essendo umettato dal vino, ver-»b pr rebbe a riseccarfi in maniera, che divenutopiù scarno peliorificio del vaso darebbe qual-jioii. che adito ali aria dinfluire nel vino, con ri-to!; fico di farlo inforzare, e di formare sulla su-fifiia perfide esiò una tela , o uno strato dijrótjjj fiori, contrassegno evidente della sua alte-à' razione,

Skf Quanto al vin rosso, non è quali in costu-mi 1 : me, di dargli la colla, di serbarlo ne

[jjjtt fiaschi, massime per tuttol primo anno. IIjjp» fugo defiocini, da cui ricevette, come poc

,|; at £ anzi accennammo, il vermiglio, si va sepa-rando di mese in mese dalla massa del vino, ejjjdnjj; depone le sue particelle più ctasse, e fecciosefa nel fondo del vaso. Dandosi adunque a questo

vi-