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Tomo quarto.
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I r. t £ G N A M E.

gii uccelli rubasti, per poi servirsene, comed alati levrieri, a depredare quegli animali,che alla sua vista , o alla sua mano s invola,no. Cosi lo esercita nella prudenza, insegnan-dogli a premunirsi, ora colacciuoli, ora coliimboscare ? ed ora coll armi contro un ingiu-sto usurpatore di sue fortune, o contro un vio-lentoaualitore della sua vita. Cosi finalmentegli animali tutti, che regnan sopra la terra,tanto quei , che ci nocciono, quanto quei,che ci giovano, fon veraci regali di quellaineffabile provvidenza, che sempre veglia aprò nostro.

Oltre di che non v'ha cosa, che tanto ei sta-bilisca neii* attuale dominio , dalla medesimaconferitoci, quanto la caccia degli animali sel-vaggi. Si posson ben dileguare dagli occhi Ro-stri, o col sollevarsi sin alle nuvole, o coll* ap-piattarsi nel folto delle macchie, p colf inta-narsi per entro le cupe viscere della terra; chenon per questo si posson sottrarre, o dalle no-stre insidie, o dalla nostra forza. La scorza del-lo smilace, le coccolerete del vischio, e gli ori-chichi, che si trovano sulle querce, e su i vec-chi frutti, ci somministrano una materia ap-La pania piccaticcia, e tenace , onde comporre una pa-Lat. Hi- nia, che serve a intrigar Tali degli uccellettiiisctfs* più. piccoli. Abbiamo poi cento zimbelli, ebellf inl * ?Ento astuzie per depredarci più grossi . Fac-La t.ìlle- ciana calare senza fatica nelle nostre rediger-cene. mani, Foche sai vatiche,i colombacci, le star-ne , le gallinelle, i pivieri, gli ortolani, e tuttiIl fruga- gli altri uccelli di passo. Scopriamo per mezzotore.Lat. denostri fmgatori i conigli, appiattati nelle lorscrutatoti tane. I tassi, e le volpi non trovano asili si ri-