?4 Lo Spettacolo
Iàòìver- eo fâo cosa, che sìa tanto comoda quantosità del- un pendolo, od un mulino , ma trovato la■4 ?os°*' DI " Nà^rena di un filo atto ad esser torto senzarompersi , o di un ago passabilmente fino, odi uno strumento che possa servire in luogodi una falce la più grossolana* Lo spirito dilui avvilito da tali cure non ha potuto al-zarsi a nulla di grande; intento a cose ordi-narie e comuni si è consumato iti ricerchelunghe ed inutili. In questo modo egli si pri-va tutto insieme, e delle più belle cognizioni $e delle pratiche più facili e pronte, qualor ri-nunzia alP altrui soccorso , e a la sperienzade’secoli precedenti.
Poiché un totale allontanamento dalla socie-tà ci fa cadere in una universale, e veramen-te micidiale indigenza; questa società ci deveesser cara, sanamente parlando, come il no-stro proprio essere . Noi siamo membri di unostesso corpo, poiché ci comunichiamo P uriPaltro gli ajuti e la vita. Nel corpo umano1 occhio, che guida il piede e la mano, notigli disprezza; il piede e la mano, non chesdegnare la condotta dell’ occhio, corrono eagiscono ali’uopo per la comune conservazio-ne ; Ali’ istesso modo tutto si da mano nellasocietà. Quei che s’impiegano nelle funzionipiù onorisiche, non ponno far senza quelli cheoccupano gli ultimi posti. Così P esperienzadi nuovo coll’Evangelio si accorda , prescriven-doci di concerto per regola dell’amore, chealtrui dobbiamo portare, di non fare a chic-chessìa quelle che non vogliamo che a noisia fatto, e di servirlo come noi flessi, poi-ché tutti insieme non siamo che uno.
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