Xa diver-sità DEE*re Condi-zioni .
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Lo Spettacolo
spese fan venire in altrui mano dell’oro checircola, e che ferve di ricompensa a moltilavori. Ma se i ricchi disapplicati e voluttuosifan qualche bene, non lo fanno a disegno ;e fanno appostatamente molto pisi male chebene.
Il Vangelo sempre d’accordo col vero bendella società, e pisi giusto della filosofia, bia-sima senza eccezione ogni uomo, che lavorarenon voglia, ed a non mangiar lo condanna.Quando anche l’inazione del povero o del ric-co potesse cagionar qualche buon effetto, loflesso Vangelo non vuole che questo buoneffetto si cerchi, nè facendosi il male, nètollerandosi, molto meno fomentandolo, qualorsopprimer si possa . Non si compete che ad unaragion sensuale, e ad una filosofia parasta1’applaudire al lusso, e vestire coi colori dellavirtù quella cupidigia, che divide con altri lafruizione dei suoi piaceri. La filosofia cristia-na non sa nè variar, nè comporre; vuol'ellache ci astenghiamo da tutto ciò che porta ilcarattere del male ; e ci comanda, che fa-cendo il bene con la semplicità di colombe,abbiamo la penetrazione e l’accortezza delserpente per distinguere il male, e per fuggireprudentemente il pericolo. Osserviamo dun-que i mali e i pericoli inseparabili dal Insto edalla mendicità, per farne i! confronto, e perodiarne adeguatamente i mali che ne risul-tano.
Il ricco ed il povero che nulla fanno, con-travvengono tosto egualmente a quell’ ordine,che condanna l'uomo ad un serio e giovevollavoro . Sono entrambi ingiusti volendosi ap-pro-
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