della Natura. 17
propriare il prodotto dei sudori, c talenti al-trui , ricusando di retribuire pena per penae industria per industria. Son tante teste ebraccia perdute per la comunità che gli fasussistere. Questa oziosità è un’ affettata ma-lattia , che rende languida una metà della fa-miglia, mentre dà ali’altra il sopraccarico diun lavoro eccedente.
Sin quà la ingiustizia è eguale d’ambe leparti. Ma non è il povero che più affliggela società? il ricco non dimanda che l’alle-gria, la pace, il riposo. Ei non isparge lospavento dintorno a sè : ma il povero è unvicino incomodo, e spesse fiate pericoloso. Seuno ad un altro della stessa spezie si unisce,si dà principio ad una fazione, che comin-cia dalle smorfie e termina in scelleraggini.Son già note le lor furberie, e la canzonecon cui se ne vantano :
Con arte e con ingannoSi vive mezzo Fanno:
Con inganno e con arteSi vive Faltra parte.
Se la mendicità meritamente ci dispiace perla molestia e per Faggravio, che necessaria-mente cagiona al resto della società; se a giu-sto sdegno ci muove il veder degli uominivolontariamente inutili empirsi il gozzo divivande e di vino, in tempo che ali’ indu^Arioso artigiano manca il bisognevole; questacanaglia che a dismisura tra noi si moltiplica,ben d’altra maniera ci dee dispiacere per ildisonor che ci fa. Con verità si può dire,eh’ella ci copre di obbrobrio.
Come infatti un uomo che ha due braccia,Tomo XI. B tro-
La dives^.
SITÀ DEL-LE Condi-zioni .