La diver-sità del-LE^CONDI-ZIONI .
18 Lo Spettacolo
, trova egli il modo di vivere del nostro lave-»■ ro, se ciò non è perche ci lasciamo ingan-nare da quelle smorfie, o perché non ci ac-cordiamo a provvedere i nostri fratelli di mez-■zi onde vivere, impiegandosi in servigio delloflato? Come si può fare, che noi vogliamopassar quieti i nostri giorni, e colle nostre li-beralità diamo animo a una infinità di gentea mantenere tra noi pubbliche scuole di fur-berie e ladronecci , a inquietare la maestà dellepubbliche preghiere con birbanterie tumultuo-se e indecenti ; a perseguitarci con grida finnelle case ; a spaventarci nei nostri viaggi coll'apprensione di quello a che può condurli ilbisogno o il libertinaggio dalla solitudine fattopiù ardito?
La nostra libertà è saggiamente custoditadalle leggi; ma la mendicità non conosce leg-gi, o l’elude. I pubblici bandi e le diligenzedel governo fanno di quando a quando spari-re questi birbanti che inondan Parigi ; ma priadi partire si sono intesi. Si spargono divisi inpiccoli corpi nelle grandi Città più vicine. Sitrovano precisamente quei stessi nelle Chiesedi Orleans, di Dijon, di Troies, di Reims,d’ Amiens, e di Rouen. Quando il tempora-le è passato, s'avviano a Monfargis, Soissons,Bauvais e Pontoise. Tutti se ne ritornano atruppe, e facendosi creder gente che vada afar più belli i mercati di Parigi, si trovanofinalmente nel caro suo centro . Son da ventianni eh’ io osservo questo rigiro. Tra quelliche hanno recentemente abbracciata la pro-fessione, io riveggo costantemente i vecchibirbanti di mia conoscenza, che insegnano il