bèIìLa Natura* 185
i’ii filo di pelo, e getta le sue spole in varie vol-iti, te nelle separazioni de’ fili di fondo , e nelle!L. aperture del pelo . Questi due tessuti restan«3 con ciò strettamente uniti. L’ artefice batten-ti:. do il fil di trama in più colpi, obbliga il fer-ii::; ro steso sul dosso a drizzarsi in fianco , e a»,;■ tener verso 1 ’ alto 1 ’ altro suo fianco scanala-si::. to: rialza il pelo, pone sul filo di fondo unasiit seconda verghetta, abbassa il pelo , e fa, co-biti me sopra, il suo doppio tessuto. Dopo averloH; : ben battuto , apre i fili , nasconde la terzaila verghetta , tesse , e batte ancora nello stesso«’r modo. Non si vede sin qui che 1 ’ apparenzaito. d’ una stoffa ordinaria. Per farne uscir’ il vel-11,8 luto , egli prende in mano una piastrella dìiir, ferro, sul basso della quale è attaccato un col-ii testino affilatistimo a guisa di falcinola . Loliti:, ficca nella scanalatura della prima verghetta, efuu facendone andar la punta lungo il canale, chein,: dirige il suo strumento, e la sua mano, tagliatà; il pelo in tutta la larghezza desta stoffa , di11 a: modochè saltan fuori due file di peli fini , eijjii molto folti, di una perfetta egualità. La pri-■ fi: ma verghetta d’ottone ricomparisce . Egli la-u’j- scia in riposo le due altre, e riporta questa unpo’più lontano tra le due catene, copre il suo:ot ferro col pelo , tesse , come sopra , coste suejiuj. spole, e dopo aver fortemente percosso contra..jv questo ferro , disunpegna il secondo col taglioM i( della sua falcinola. Questo secondo ferro è ri-tmi j condotto tra le catene, e seguito dal lavoro di{,£> queste, e deste spole. Il terzo ferro è finalmen-]•, )■• te sprigionato dal coltello , che rompe i suoieI .t vincoli . In questo modo vi son sempre due0 ferri in riposo, e celati nell’ interno desta stes-si ka:
1? Asit»dell’ Uo-mo.