NOTE.
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prova in contrario, contradicono quelle pa->role del Galileo stesso verso il fine del la-voro, dove parlando della stanza 26 del can-to XIX dico: segno evidentissimo del pocogusto di poesia, che è forza che avesse il> Tasso ; parole eli’ ei non avrebbe potuto usa-re di persona vivente. Ad escludere poil'altra induzione del Viviani, che la perso-na nelle cui mani si perdè il lavoro delGalileo fosse il Mazzoni, occorre, nuova te-stimonianza, una lettera del Galileo mede-simo trovata recentemente dal professor Fi lippo Corridi fra carte di sua proprietà.Questa lettera del 5 novembre 1039, direttaa Francesco Rinuccini che lo richiedeva delsuo parere intorno al merito comparativodel Tasso e dell’Ariosto, incomincia così:“ Averei potuto dodici o gutudict anni fa' dare a V. S. assai maggior soddisfazionedi quello che potrò in questi giorni futuri,atteso che in quei tempi avevo il poemadel Tasso legato con l'interposizione di cartain carta di fogli bianchi, dove avevo nonsolamente registrati i riscontri dei luoghidi concetti simili in quello dell'Ariosto , maancora aggiuntovi discorsi secondo che miparevano questi o quelli dovere essere an-teposti. Tal libro mi andò male, nè so inqual modo. „ Dal che chiaro apparisce, cli'eij possedeva sempre il libro verso il 1624 e chein conseguenza gli andò male per tutt'al-tra cagione che dell'averlo dato al Maz-zoni, il quale morì nel 1598.
16 Nota d'alcuni gentiluomini fiorentini