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Rioni, la quale gli parve in più luoghi ar-bitrariamente modificata dall" editore.
“ In tutto il tempo che il signor Galileodimorò in Padova , che fu per lo spazio d'annidiciotto, non si vide mai stare in ozio; po-
> sciachè, oltre allo studio elio gli convenivafare per la cattedra, ed oltre alla fatica discrivere sopra diverse cose, assai più diquello che si videro stampate, dello qualifu liberalissimo donatore, fu adoperata l'in-dustria di lui a snpraintender a molti edi-fici! e fortificazioni che si fecero in diversitempi nell'augusto dominio e stato della Re-pubblica Veneziana; ond'egli ne riportò gros-se recognizioni, oltre all' annuo stipendio, alquale niun altro, professore in quella catte-dra era mai arrivato d'ottenere; che sefusse state, come diceva egli, inclinato a
> tener conto del denaro, avrebbe potuto ac-cumulare altra ricchezza, che saria statan'on poca; ma siccome fu sempre lontanoda una certa affettazione di filosofo o diletterato, così si vidde in ogni tempo deditoai passatempi d' ogni sorte, o specialmentea quelli di ritrovarsi ai conviti con amici,o difficilmente s'accomodò di ridursi, senon negli ultimi anni della sua vita, a man-giar solo. Nella conversazione era giocon-dissimo, nel discorso grato, nell'espressionesingolare, arguto ne'motti, nelle burle face-to, bene spesso aveva in bocca i capitoli diFrancesco Berni , i cui versi e sentenze adat-tava a molti propositi con somma piacevo-lezza, come se fossero stati suoi propri. Inlui era ammirabile la facilità con la quale