Band 
Volume II.
Seite
82
JPEG-Download
 

83 DELLA FORZA de CORPI

nel lor cadere ; le quali forze però non sareb-bono eguali, se non si misurassero moltipli-cando le masse per li quadrali delle velocità;bisogna dunque cosi misurarle. Per tal modoargomentava il filosofo acutissimo , e ripren-deva con molta alterigia i Cartesiani ; che finoa quellora avevano misurato la forza daltramaniera; ma essi per forza altro avevano in-teso da quello che intendeva egli. Di quinacque la famosa quistione ; della quale ra-gionando meco un giorno Eustachio mio ni-pote j dicea, che secondo quel principio dimeccanica che assumeva Leibnizio , la con-clusione procedeva benissimo nella supposi-zione della nostra comune gravità ; ma can-giandosi la gravità , avrebbe dovuto cangiarsiancora la conclusione. Di fatti ponghiamo cheil corpo che ha massa 4> e sale allaltezza 1 ,sia dotato della gravità terrestre; laltro cheha massa 1 , e sale all altezza 4 ? sia dotatodella lunare : secondo il principio che Leib-niz io assumeva, dovranno amendue i corpiavere forze eguali ; però si troverannoeguali , misurandole dalle masse moltipli-cale per li quadrati delle loro velocità : ac-ciocché dunque sieno eguali le forze , comeesser débbono secondo il principio di Leib-nizio , dovranno misurarsi d altra maniera. Eche oppone egli, disse allora il signor Mar-chese , a questo argomento il Padre Piccati ?Melile altro , ripigliai io ; se non che , qua-lunque velocità si acquisti il corpo cadendoper qualunque genere di gravità , potrà pursempre dirsi che la forza che egli ha , sia