Band 
Volume II.
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JUBRO I. 1It

che voi avete intorno alla forza viva , si ac-comodi alle leggi universali del moto ; nonperchè io abbia difficoltà niuna in ciò , ma avoi sta di mostrare che niuna possa aversene.Allora io rivolto alla signora Principessa, sevoi } dissi , non ponete modo alle contradi-zioni e alle domande, questi signori hannotanta voglia di servirvi, che mai non la fini-ranno. Anche una cosa , ripigliò il signorD. Serao , non ho io bene inteso nel finedella spiegazione che avete fatta dellaprimentodegli elastri ? avendo voi detto essere da se-guirsi la semplicità in tutti gli effetti dellanatura , donde avete tratto argomento che laforza viva sia da rigettarsi. E che ? dissi io,non pare à voi che la natura sia semplicis-sima in tutti i suoi effetti ? A me par . disseil signor D. Serao ; ma io ho creduto che avoi non paja lo stesso , almen tanto ; quantoparer dovrebbe , avendo voi detto, se- nonminganno , che una tale semplicità 1 hannoi filosofi introdotta più per comodo loro cheper onore della natura ; con che parmi cheabbiate offeso e i filosofi e la natura stessa.Io non sapea, risposi, daver fatto così granmale, che i filosofi dovesser meco sde-gnarsi j se io avessi creduto che -essi pensasseroanche al loro comodo ; il che se facessero ,chi potrebbe giustamente riprendergli? e credoc he la natura stessa gli escuserebbe. Voi ri-v °lgete in gioco , disse allora il signor D. Se-ra °, la mia domanda. Ma certo a me pare fche cercando i filosofi la semplicità per tutto,cerchino non il comodo loro, ma una certa