Band 
Volume II.
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l3a DELLA FORZA DE* CORPI

mai potrà dirsi determinato a scorrerlo^Ora se la potenza determina d corpo a scor-rer un certo spazio in certo tempo, e questoè il cangiameli. o, chi non vede che il can-giamento si riduce alla velocita, e ci richiamaall argomento poc anzi detto ? Ne mi si dicache leffetto della potenza sia il passaggio delcorpo da un luogo ad un altro , astratto eseparato da ogni tempo ; perchè io dirò chequesta è cosa troppo sottile , e parrà oscura.Sorrise quivi la signora Principessa; e lascian-do , disse , una tal controversia da parte , iovorrei bene che mi spiegasse il P. Riccati ,che cosa intenda egli dicendo che la velocitànon è un effetto della forza viva, ma un con-seguente. Allora il signor D. Niccola ridendo,qi testi, disse, che si ricorda le pagine , il vidirà egli. Ne parla , dissi io, se altro nonvolete , alla pagina 22, ma non lo spiegagran fatto; rimettendosene aCartesiani , i qualise vogliono, dice egli, che la velocità sia unconseguente della quantità del moto, non giàun effetto , perchè non potrò io similmentedire che sia non già un effetto , ma un con-seguente della forza viva ? Così egli ; ma iotemo che i Cartesiani diranno, la velocità es-sere la quantità stessa del moto , e non unconseguente di essa ; e rifiuteranno di spiegareun conseguente che non ammettono, aspettandointanto che il P. Riccati spieghi quel conse-guente che ammette egli. Avendo io detto finqui, il signor Marchese di Campo Hermoso, ches era lungo tempo taciuto, a me par, disse,phe se la forza viva si trae dietro la velocità,