Band 
Volume II.
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MERO I. l33

eziandio come mi conseguente , convenevolcosa sia che gradi eguali di forza viva deb-bano trarsi dietro eguali velocita j e ciò pre-supposto , come potrebbe la forza viva nonessere alla velocità stessa proporzionale ? im-perocché se un corpo acquista piu gradi diforza viva F un dopo F altro , e tutti egualitra loro , venendo dietro a ciascun d essiun eguale velocità , dovrà bene la somma dei gradi della forza viva essere proporzionalealla somma delle velocità. Così sarebbe vera-mente, rispose allora il signor D. Niccola, seil secondo grado di forza viva traesse secouna velocità eguale a quella che seco trasseil primo , e così facessero gli altri. E perchènon la trarrà ; disse il signor Marchese , es-sendo il secondo del tutto eguale al primo ?Perchè , rispose il signor D. Niccola , quan-tunque il secondo sia in tutto eguale al pri-mo , vien però dopo lui , e succedendogli ,gli ha questo rispetto di sminuire la sua ve-locità per modo, che essendo 2 la somma deigradi della forza viva, sia la somma dei gradidella velocità non 2 , ma \J 2 e così tuttigli altri gradi di forza, che dopoi sopravven-gono, sminuiscono e temperano ognuno la sua.velocità con lo stesso riguardo. Qui rimasesiil signor Marchese , quasi soprapreso ; poidisse: quale ingegno hanno i gradi della forzaviva , sopravvenendo F uno all altro , di tem-perare in tal modo le loro velocità ? e chi hadato loro un tal consiglio ? Voi vorreste sa-per troppo , disse allora il signor D. Niccola.n dendo- basta bene che la cosa esser possa,