l36 DEI.LA FORZA de’CORPI
della quale s 1 è oramai detto più che mestierinon era ; pure se vi resta ancor da dirne.potremo rimetterla ad altro tempo. Or parmiche il sole si avanzi di gran passo verso ilmeriggio, così che quest 1 altero possa oramaimal difenderci. Il perchè fie bene che noi ciaccostiamo a casa il sig. Governatore. Avendocosì detto, et essendosi in piè levata , ci le-vammo tutti 5 indi pian piano ci accostammoalla casa, nella quale giù eran messe le tavo-le ; e dopo alcuni piacevoli ragionamenti avuticol Governatore e con altri Signori che pressolui erano , essendo F ora del desinar venuta,fummo con grandissima magnificenza e tantoonorevolmente serviti, che più non potea de-siderarsi. Finito il mangiare, la signora Prin-cipessa si fece venire innanzi una giovinettaoltremodo bella e vezzosa , figlia del signorGovernatore ; la quale, avendo lei prima epoi tutta la compagnia riverentemente saluta-ta, recandosi al petto un suo liuto , e mae-strevolmente toccandolo , cantò con la mag-gior grazia del mondo alquante leggiadrissimecanzonette in lingua siciliana 3 fornite le qua-li , avendo tutti il canto e la bellezza dellavaga fanciulla sommamente commendato , lasignora Principessa s 1 andò a riposare nellestanze apparecchiatele ; il signor D. Serao etio andammo nel giardino 5 il signor D. Ni-cola e il signor Marchese di Campo Ilermo-so , nella libreria.