Band 
Volume II.
Seite
135
JPEG-Download
 

LIBRO I. j3g

c |'*e la forza viva sia necessaria, come oradiceva il signor D. Niccola , mi dovrà esserlecito di ritenere l 1 opinion mia, e ridurreogni cosa alle potenze et all 1 inerzia } la qualopinione non è tanto mia, che non sia anchedaltri5 et oltre a ciò, è più facile, e piu spe-dita e più semplice. Nessuno, disse la signoraPrincipessa, potrà contendervelo. Vedete però,disse allora il signor D. Serao , che ritenen-dovi la vostra opinione per quella ragioneche dite , non paja che voi seguitiate quelprincipio di semplicità che poco innanzi avetepreteso essere stato introdotto dai filosofi piùper comodo loro che per la verità. Quandoio lo seguitassi, risposi, cercherei il mio co-modo; il che hanno fatto tutti i filosofi; maio credo in verità, che quantunque il sapien-tissimo Facitor delle cose possa far tutto chea lui piace, a noi però sta di non ammetterese non quello che sappiamo aver lui fatto ; possiamo sapere ciò eh 1 egli s 1 abbia fatto,se non in due maniere, o veggendolo con gliocchi nostri già fatto, o argomentandolo dallanecessità che v 1 era di farlo. Voi dite benìs-simo , rispose il signor D. Serao, a noiconviene di aggiungere a piacer nostro alcunacosa a quelle che troviamo aver fatte il sa-pientissimo Autore della natura. Ma a meperò non potrà mai capir nellanimo che quelsapientissimo ne faccia pur una oltre il biso-gno., risposi io , se le facesse per biso-gno. Qui volendo rispondere il signor D. Se-rao , la signora Principessa lo interruppe , edisse: voi tornereste per poco allistessa lite,