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Volume II.
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LIBRO IL

ila Voluto farci creder eh e sia. Ma io credoche egli ne sia persuaso assai poco; possoimmaginarmi che egli voglia contendere conUH suo fratello tanto caro, il quale stampògià quel bellissimo libro sopra la forza viva,e sostenne quella opinione che sostengo io ,benché sotto altri termini e d altra maniera.Non rinoviamo, disse allora il signor D. Nic-cola , la memoria funesta di una morte chetroppo mi fu amara. E fu amara anche ame , risposi io allora , e credo che fosse atutta Italia , perchè io veramente perdetti ungrande amico, e lItalia una gran speranza.Allora la signora Principessa , a me pur ,disse, fu dolorosa oltremodo la morte di quelgiovane ; ma non vorrei che voi con pie-tose rimembranze o distornaste il discorso ,o procuraste di guadagnar lanimo del signorD. Niccola , e lo rendeste più lento a resi-stervi. Signora, disse il signor D. Niccola, ioho poco da resistere , perchè la dimostrazio-ne, di cui si tratta, non è mia, ma di Ber-nulli; pure dove mi parrà di poter sostenerla,io non ricuso di farlo. Allora io incominciai:Due cose principalmente vogliono dimostrarsiin cotesto argomento di Bernulli. Luna si è,che la velocità del globo N giunto in r siadoppia della velocità del globo G giunto in m.L altra, che essendo doppia , debba per ciòintrodurvisi la forza viva. Non son questequelle due cose intorno a cui volgesi tutto lar-gomento ? Così è, disse il signor D. Niccola.Or queste, soggiunsi io, son quelle appuntoche io dico non essere ancora abbastanzaCanotti F. M. Voi. //, 11